E’ solo una “Finestrella, Con Una Targa Consunta, Quella Che Indica, In San Biagio Dei Librai,
E’ una vera e propria cantilena; un “Mantra Ossessivo”, Che Ti Ritrovi Sui Bus, Al Supermercato, Alla Posta, In Chiesa, Ma Soprattutto Per Strada: Siamo A Napoli! Forse è l’acqua che qui beviamo, o meglio bevevamo: ”Il Serino Liscio”, Che Ci Scende Nelle Viscere, Ma Ci Sale Anche Nel Cervello. Forse è L’Aria, Anche Se Inquinata, Che Respiriamo e Che Ci Entra Nei Polmoni E Prosegue Nella Cervice, Avvelenandocela Con La Quintessenza Della Stupidità!Non trovi uno che, pronunciando questa frase, rifletta sulla “Sua Insignificanza” e Pensi Di Aver Bellamente Mandato Il Cervello All’Ammasso. Anzi! Tutti La Pronunciano Con Intima Convinzione. Ognuno si sente organicamente coinvolto con un “Fatalismo Territoriale”, Che, Proprio perché Circoscritto Geograficamente Alla Città, Possiede Qualcosa Di Eccezionale E Quasi Di Miracoloso. Ma analizziamo più approfonditamente L’Unicità Dell’Espressione, Portatrice Di Una Particolarità Da Razza Privilegiata, Ma Non In Positivo, Bensì In Negativo.
Subito Salta All’Evidenza Dell’Osservatore, Appunto, “La Significanza Spaziale”, La Circoscrizione Quasi Alle Mura Cittadine Del Detto, Il Quale Indica Che Cosa? Ma, Naturalmente, Un Modo Di Comportarsi Sciatto, Becero, Autolesionista, Che Non Porta Da Nessuna Parte, Se Non Ad Un’Autoaffermazione Insensata, Che Annichilisce L’Altro Ed Impoverisce Progressivamente La Società, Imbestialendola.
Ma perché è nato “Questo Steccato Delle Scimmie”? Da Dove è Uscito Fuori Il Controsistema Della Napoletaneria? Sicuramente le risposte sono parecchie ed intrecciate. Proviamo ad elencarne qualcuna più significativa. La teoria dei “Due Popoli” Del Cuoco è Quella Più Suggestiva Ed, Al Tempo Stesso, Realistica.
La Città Era Abitata Da Una Stratificazione Sociale, Non Molto Dissimile, All’Epoca Dello Storico Illuminista, Da Quella Di Tutte Le Grandi Città Europee: Una Nobiltà ed un Clero Redditieri; Una Classe Produttiva Medio-Alta composta Da Togati:Magistrati e Funzionari, Compratori Di Pubbliche Cariche e Mercanti-Banchieri; Un Ceto Produttivo Medio-Basso, formato Da Artigiani E Salariati. E fin qui rientriamo nella storica evoluzione moderna delle dinamiche sociali. Ma Napoli possiede una “Peculiarità aSociale”: Il Sottoproletariato Urbano, I Lazzari Portatori Di Cazzimma, Non Solo Plebe Acefala E Popolaccio, Che, In Modeste Quantità, Si Può Ritrovare In Altre Città Italiane; Ma Enorme Massa Sociale, Che Condiziona, Per La Sua Quantità Gigantesca E Per La Sua Qualità Unica, Lo Sviluppo Della Città, In Senso Del Tutto Deleterio, Ma Che Potrebbe Anche, Se Virtuosamente Utilizzata, Costituire Una Formidabile Risorsa.
Ora questa massa, non facilmente numerabile, ma probabilmente ammontante, all’epoca, a qualche centinaio di migliaia di individui, non poteva non costituire un enorme freno allo Sviluppo Di Qualsivoglia Agglomerato Urbano Civilmente Sviluppantesi. Insomma era diventata una “Zavorra Insostenibile”, Che Distruggeva E, Purtroppo, Distrugge Tuttora Risorse Socio-Economiche, Perché Fondamentalmente Non Si Integrava E, Ancora, Non Riesce Ad Integrarsi Con Il Corpo Sociale.
Anzi fungeva e funge da “Immensa Tenia”, Che Succhia Voracemente Ricchezza Per Sputare Solo I Veleni Del Disagio Sociale Permanente. Tale è diventato “Il Popolaccio Napoletano”: Una Sanguisuga Che, Con Immensa Voracità Distrugge Ricchezza E Crea Una Impermeabilità Tra I Due Mondi: Quello Produttivo E Quello Parassitario. Tutto questo, non solo ha reso impossibile, perlomeno fino a questo momento, qualsiasi tipo di “Rimescolamento Positivo”; Di Integrazione Migliorativa. Ma: Iniettando La Tenia Continuamente Veleni aSociali Nel Corpo Produttivo, è Riuscita, Sempre A Tutt'Oggi, A Plasmarlo A Sua Immagine, Negativizzandolo. Questa negativizzazione, naturalmente, non può non incidere sulla possibilità di lavorare e di vivere secondo criteri di ovvio sviluppo socio-economico per Napoli. Non solo, tale avvelenamento penetra in profondità sull’ ”Intimo Stampo Cellulare” Delle Classi Produttive, Trasformandolo Da Mercantile In Parassitario. Il Fatalismo Partenopeo; La Netta Convinzione Che Nulla Mai Possa Cambiare E Che Tutto Debba Scorrere Con Uguale Insensatezza In Eterno Non Può Che Risultare Un Ovvio Corollario Del Plagio Sociale, Che Sottende La Teoria Del Cuoco.
Esistono certamente “Due Popoli” In Questa Città: Espressioni Di Napoletaneria Cazzimmosa E Di Napoletanità Industriosa; Del Negativo E Del Positivo. Contemporaneamente esiste una “Cultura Egemone” Che La Pervade E Si Tratta Di Quella Lazzaronesca; Quella Della Napoletaneria Cazzimmosa; Della Negatività Per Intenderci. Questa è una cultura violentemente vincente. O vince attraverso “La Violenza Tout-Court. O Vince Attraverso La Sottile Violenza Della Parodia E Dello Sfottò. Non vi è scampo alla “Cialtroneria Dei Bazzarioti”. Te La Ritrovi A Fianco, Sopra, Sotto Ed In Ogni Luogo. È quasi impossibile sfuggirvi; a meno che non ci si armi di una inossidabile pazienza e di un “Usbergo Di Indifferenza” A Tutta Prova. Bisogna, Insomma, Contrapporre L’Intelligenza Alla Furbizia, Rispondendo, A Volte Ma Non Sempre, Con Controdispetti Ai Dispetti Cazzimmosi; Insistendo Fino Alla Paranoia Nel Rintuzzamento, Che, Prima O Poi, Porterà All’arresto, Per Noia, Stanchezza o Frustrazione Dell’Atteggiamento Lazzaronesco. Ecco Il Punto Di Non Ritorno!.Ogni Napoletano Di Buona Volontà Lo Dovrebbe Aspettare Con Gioia, Per Incominciare A Credere Nella Rinascita! Tutto ciò sarebbe enormemente facilitato, se funzionasse anche un “Un Ausilio Esterno” Per Ridurre La Napoletaneria Cazzimmosa Ed Aumentare La Napoletanità Industriosa.
Quale Città, Con Al Suo Interno Il Colera Conclamato, Non Aspetta Con Ansia Ed Impazienza L’Arrivo Del Vaccino a Quintali E Dei Limoni a Tonnellate Dalla Croce Rossa? Viene, però, un “Sospetto Terribile”. Che La Croce Rossa Internazionale Ed Italiana Si Sia Trasformata, Nel Caso Di Napoli, Nel Covo Degli Untori E Degli Untorelli. Cioè e sarebbe di una diabolica intenzionalità: Napoli Serve Come Laboratorio Nazionale E Globale Delle Negatività. Infine, è necessario che un “Luogo” Sulla Faccia Della Terra Sia Additato Ciclicamente Come Il Posto Impossibile Per Viverci E Napoli Smidollata Fa Proprio Al Caso! Perché Vi è Possibile Tutto Ed Il Contrario Di Tutto, Senza Incontrare Resistenza Alcuna o Quasi. Ma esiste una “Maggioranza Silenziosa”, Formata Da Cittadini Qualunque, Però Perbene, Che Non Ha Mai Gradito Questo , Anche Se Lo Ha Sopportato E Continua A Sopportarlo. Una Maggioranza Silenziosa, La Quale Aspetta Un Metodo Per Invertire La Tendenza Ed Arrivare Al Punto Di Non Ritorno! Forse esiste anche una minoranza silenziosa, composta da una borghesia predatoria e parassitaria, la quale, nel profondo, ama i “Bazzarioti”, Perchè Teme, Probabilmente, La Loro aSociale Irruenza Ed, In Fondo, Le Piace Prendere A Modello La Loro Cazzimmosità , Che Certamente Potrebbe Essere Usata In Altro Modo ed In Positivo. Ebbene:è ora che costoro, i quali, con “Trastola Consapevole” O Inconsapevole, Hanno Rovinato E Continuano A Rovinare La Città , Scompaiano Definitivamente Dalla Circolazione! Per Il Bene Di Napoli E Dei Napoletani Onesti!
SALVATORE DI COGNOME E DI FATTO
Nomen Est Homo? È sicuramente questo il caso! Non ti aspetteresti che una persona, la quale ha speso la vita per la ricerca, da un certo punto in poi, la dedichi anche alla “Rinascita Della Sua E Della Nostra Città” Certo ci si può chiudere nella propria “Monade” E Pensare Solo Al Proprio Particulare, ma quando possiedi il privilegio di chiamarti: Salvatore E Non Di Nome Ma Di Cognome, Diventa Impossibile Non Prestare Ascolto Alle Tante Grida Di Dolore, Che Salgono Da Napoli E Non Cercare Di Alleviarle.
Marco Salvatore, Con Il Sabato Delle Idee, Ha Avuto Il Merito Di Coagulare Nella Fondazione SDN Di Gianturco, Il 31 gennaio 2009, Il Meglio Della Intellettualità Napoletana, Per Creare Un Laboratorio Permanente Di Fattibilità Del Miglioramento, Che Certamente Fa Onore A Lui Ed Al Cognome Che Porta.
La cosa non è per niente semplice, ma Il Personaggio Può Essere All’Altezza, Forse Anche Per La Sua Complessione , Ma Soprattutto Per Una Sorta Di Bonarietà Pervicace, Che Lo Rende Malleabilmente Determinato A Raggiungere Gli Obiettivi Che Si Prefigge. Il suo incipit, nella presentazione è stato illuminante: “Vi Chiederete Cosa C’Entri La Ricerca Scientifica Con L’Arte E La Cultura ” Poi, ha dimostrato, con la regia attenta dell’assise e cogliendo le convergenze più che le divergenze, che c’entra e molto! Al punto che ha accettato subito l’invito del Comune di Napoli per la Pubblica Presentazione Del Forum Delle Culture Del 2013. Sicuramente un antesignano di una tale Febbre Di Ricerca Fu Anton Dohrn, Con Il Primo Acquario Marino, installato di fronte a quel golfo ritenuto unico per la sua biodiversità. Tutto questo dimostra, se ve ne fosse ancora bisogno, che Alcuni Spiriti Magni Aleggiano Ciclicamente Su Questa Città, Per Renderla Grande. Ma Sarebbe Importante Anche Stabilizzarla Nella Grandezza. Ad Maiora, Professore!
RISURREZIONI SEBETIANE!
Per chi, come lo scrivente, è nato ed ha trascorso l’infanzia nelle ”Paludi Di Porchiano E Sui Declivi Di Ponticelli, Non Poteva Sussistere Maggior Soddisfazione, Quasi Un Orgoglioso Contrappasso Paesano, Che Quella Di Ricominciare Dall’Ex Guantificio Vergona di Via Gianturco, Ma Anche Ex Vergogna Ambientale, Trasformato, Dall’Intraprendenza Del Professor Salvatore, In Un Monumento Alla Ricerca, Un Incubatore Che Accoglie Circa Duecento Ricercatori, Insieme Ad Un Ambulatorio Diagnostico E Terapeutico Di Alto Profilo E, Ultima, Ma Non Meno Importante, Una Fondazione.
La zona orientale di Napoli, purtroppo ex regno del Sebeto e delle sue feraci paludi, ha subito, negli ultimi decenni, un declino industriale devastante, quanto immeritato. È rimasto ben poco dell’area manifatturiera, che dalle Ferriere Pattison, Alle Conserve Cirio, Ha Proposto Uno Sviluppo Produttivo In Questa Zona Della Città. Venendo, Poi, Ai Nostri Giorni, Troviamo L' Aereonautica Magnaghi, Che Guarda Caso, Si Sposa Magnificamente Con Il Mars, L’avanzato Centro Di Ricerche Aereospaziali, Allocato In Zona E Con La Nuova Mecfond , Ultimo Polo Metalmeccanico Cittadino. Non è che tutto il male venga per nuocere! Certamente la delocalizzazione della raffineria Mobil, per esempio, ha giovato alla rigenerazione ambientale del posto, ma resta ancora una magnifica occasione perduta per ricollocare e riutilizzare un milione di metri quadri in maniera produttiva.
Un tempo, È doie’ Ciomm', Alla Confluenza Del Sebeto Con Il Mare, Erano L’Orto Di Napoli: Broccoli, Finocchi, Zucchine, Fave, Piselli, Scarole Riccie e Liscie, Cavoli, Rafanielli e quant’Altro Ben Di Dio Può Produrre Una Terra Baciata Dal Sole, Dall’Acqua E Dal Vesuvio, Sostentava La Città , In Maniera Saporita E Sufficiente. La zona era anche ricca di molini, data l’abbondanza d’acqua e vi si “Molava Il Grano Duro, Che Poi Diventava Il Fiore Di Farina, Dal Quale Germinavano Quei Maccaroni, Che Sono, Successivamente, Diventati La Leggenda Di Napoli. Si poteva anche andare per anguille, in quelle paludi e venivano pescate belle, di carni bianche e dal sapore delizioso, ma, molto spesso, venivano servite solo agli Abati Del Monastero Di Tierzo, Che Risultavano Essere I Feudatari Del Posto. Il Monastero, Poi,Concedeva In Enfiteusi Le Sue Terre, Quasi Sempre Ai Servi Della Gleba Infeudati, I Quali, Diventando Suoi Coloni, Ricevevano Il Doppio Vantaggio Di Essere Liberati Dal Servaggio E Di Poter Lavorare In Libertà E Serbavano, Perciò, Eterna Gratitudine Ai Monaci, Applicandosi Meglio Alla Fatica Dei Campi E Facendo Schioppare La Natura Meravigliosamente.
La zona orientale, proprio per la sua orografia e per la vicinanza al mare, era stata scelta, dalla metà del XIX secolo, dai “Borbone Quale Prototipo Di Insediamenti Manifatturieri. Non A Caso Vi Erano Nate Le Officine Di Pietrarsa, per La Costruzione Della Prima Ferrovia d’Italia: Quella Che Collegava Il Varco Del Carmine Alla Reggia Di Portici, la cui stazione terminale, al corso Garibaldi, è, ormai, un rudere irriconoscibile.
Successivamente “La Zona ”, Sulla Spinta Di Investimenti, Soprattutto Inglesi, Era Diventata Un Distretto Manifatturiero ante litteram. Perciò erano venute le “Ferriere Pattison” e, Forse Per Non Dimenticare La Primitiva Vocazione Agricola, Gli Intraprendenti Signorini Vi Avevano Aperto La Loro Industria Agroalimentare: La Cirio.
Con L’Unità d’Italia, Poi, La Zona Si Era Avviata, Prima Con I Governi Depretis E Crispi, Anche Sull’Onda Del Risanamento Seguito Alla Grande Tragedia Del Colera Dell’ ‘84, Ma Soprattutto Attraverso le Intuizioni Nittiane e L’Attivismo Giolittiano, Ad Una Costante E Progressiva Industrializzazione, Che Si Era Arrestata Solo Con Il II° Conflitto Mondiale. Nel Secondo Dopoguerra, Il Luogo Aveva, Successivamente, Visto Gli Insediamenti Massivi della Mecfond e della Raffineria Mobil, Ma Anche Di Tante Fabbrichette A Vocazione Artigiana, Come, Appunto La Conceria Vergona , Subito Una Industrializzazione Selvaggia.
La prima crisi energetica e quella dell’acciaio hanno,poi, incominciato a mettere letteralmente a tappeto la cosiddetta industria pesante e la zona orientale,per la verità insieme a quella occidentale:in soldoni l’acciaieria di Bagnoli, sono progressivamente diventate veri e propri cimiteri degli elefanti. Immense distese di capannoni e ciminiere abbandonate a se stesse; ma, quel che è peggio, ambedue Intrigate Da Due Megaprogetti: Bagnolifutura e Napoli est, Che, Ormai Da Qualche Decennio, Non Riescono A Decollare. Ora sembra giunto, finalmente, Il Momento Di Ricominciare A Mettere Insieme I Cocci. Il 31 Gennaio 2009 avrebbe potuto diventare Una Data Storica, Che, Attraverso Un’Assemblea Permanente Dei Migliori Cervelli Di Napoli, Partendo Proprio Dall’Ex Guantificio Vergona Di Gianturco, Ora Fondazione SDN, Potrebbe Fattivamente Ragionare Sulla Reale Ripresa Della Città E Sui Suoi Termini Di Fattibilità. Il Sebeto, Benché Interrato, Pare Si Stia Riprendendo La Sua Rivincita !
- 31 Gennaio! - A molti è capitata l’Ottima Ventura Di Leggere Le Pagine Levigatamente Al Vetriolo Di Eduardo Scarfoglio O Quelle Socialisteggianti Di Donna Matilde Serao. Il Mattino, In Fondo, A Volte Bene A Volte Meno, Ha Continuato, Attraverso Questo Filone Di Posatezza Radicale A Rappresentare Napoli Ed Il Meridione In Maniera Egregia. L’ assise, poi, del 31 Gennaio 2009 presso la “Fondazione SDN di Gianturco, Coordinata Da Mario Orfeo ed avente, Quale Deus Ex Machina, Marco Salvatore, Ha Dimostrato Che La Tradizione Moderatamente Giacobina Del Primo Quotidiano Del Sud Viene Confermata E Possiede Il Valore Aggiunto Della Continuità Positiva! In fondo e qualcuno l’aveva anche ribadito durante il dibattito, sembrava l’ Ennesima Passerella Culturale Di Cui Sovrabbonda La Città. Invece sono usciti fuori degli interessantissimi spunti sociologici e politici, che
le hanno impresso una “Sterzata Positivamente Costruttiva”. Innanzitutto, L’Incipit Di Marco Salvatore e L’autorevole Supporto Del Rettore De Santis sulla Compatibilità Tra Ricerca Cultura ed Arte è servito a porre all’uditorio un quesito fondamentale sulla Profonda Unicità Dello Scibile Umano, che, in quest’Epoca di Globalizzazione Sfrenata, Può Diventare Un’Esigenza Imprescindibile. Poi, gli interventi programmati di Biagio De Giovanni e Jean Noel Schifano hanno Sterrato La Strada ad Una Profonda Riflessione Sulle Possibilità Di Recupero Della Città e sulle sue Radici Etniche. A questo punto la provocazione di Sergio Sciarelli ha significato un vero e proprio spartiacque su l’interrogativo di fondo: Non Solo Possediamo Una Classe Dirigente Imbelle, Ma Non Si Intravede All’ Orizzonte Un Ricambio. A questo quesito, in parte, ha risposto il Sottosegretario Scotti, Affermando Che: I Provincialismi Locali e Nazionali Non Possono Produrre Che Manifestazioni Da Cortile e Che Il Forum Delle Culture Corre Questo Rischio. L’Assessore Oddati Ha Cercato, Allora, di sgombrare il Campo Dagli Equivoci, Anticipando Un network Tra Forum ed Expo di Milano, Avallato da un Autorevole Rappresentante Di Confindustria E Proponendo All’Assemblea Una Presentazione Chiarificatrice Del Forum. La Società Civile , Con Il Comitato Civico Per Napoli Normale, Ha,Quindi, Colto l’Occasione Per Proporre Un Assemblea Permanente Della Intellettualità Napoletana, In Ciò Supportata Da Umberto Siola. L’ assemblea, dopo i ringraziamenti di Marco Salvatore, si è aggiornata ed avrà un seguito con la Presentazione Del Forum Delle Culture Del 2013 Presso L’Università Suor Orsola Benincasa. Ora, sarebbe da idioti caricare di significati salvifici un Incontro di Apertura di Una Manifestazione Culturale. Ma due dati emergono chiarissimi: Primo, l'Inizio dello Spostamento Del Baricentro Culturale, Veramente Significativo, Sulla Zona Orientale Della Città. Secondo: la Sottesa Volontà di Proseguire Sulla Strada Della Catalizzazione Delle Positività, Attraverso Una Rete Di Soggetti Sociali Ed Istituzionali. Non è assolutamente poca cosa ed Incoraggia per Un Futuro Migliorabile In questa, purtroppo, Martoriata Città.
MONADI PARTENOPEE
L' Elenco delle “Istituzioni Culturali Partenopee Risulta Infinito, Ad Incominciare Dai Cinque Atenei, Per Proseguire Con Il Primo Conservatorio Ed Il Primo Teatro D’Europa: l San Pietro A Majella Ed Il San Carlo, Dei Quali Roberto De Simone Ha Provato Il Morso. Anche quello delle altre Primazie Non è Da Poco: Il Primo Cinematografo, Il Primo Cafè-Chantant: Il Salone Margherita. Basterebbe, poi, l’impronta che Benedetto Croce ha lasciato sulla “Città, Con L’ Istituto Italiano Per Gli Studi Storici, Seguito, Per Sodalità Dall’Istituto Italiano Per Gli Studi Filosofici Di Gerardo Marotta, Un Giacobino Di Razza, Per Immortalarla Definitivamente. Se, infine, poniamo mano alle Iniziative Ed Ai Grandi Eventi, Di Recente Portata, Ad Incominciare Dal Maggio Dei Monumenti, Veramente Non La Finiamo Più : Due avvenimenti: Il Colera Del 1973 Ed Il Terremoto del 1980, Pur Nella Loro Enormità E Tragicità, Sono Stati Assorbiti, Sotto Il Profilo Sociale, Abbastanza Bene. La trama del dissesto cittadino, gravata, in parte, dal “Laurismo, Più Profondamente Dal Gavismo, Ha Fatto, Poi, Il Paio Con Il Valenzismo Ed Il Bassolinismo. Ma l’intuizione di Percy Allum* sulla “Prevalenza Abissale Del Familismo Rispetto Al Civismo, A Napoli Ed In Campania, Risulta Ancora Quella Vincente, In Questi Giorni Di Altalena Della Speranza. Che il sostrato vincente della società napoletana sia costituito dal prevalere del sangue e del moto anarcoide non è una novità. Che tale “Micidiale Mix, Poi, Possa Essere Notevolmente Attenuato Dal Capitale Inutilizzato Costituito Dalla Maggioranza Silenziosa Dei Cittadini Perbene è Altrettanto Pacifico. Ma, per arrivare a ciò occorre un Metodo, Che Possieda Una Doppia Possibilità: Perseveranza Di Lunga Durata E Capacità Di Aggregazione.
Ora, per quanto concerne L’Ottimismo Della Volontà, del quale ormai sono quasi totalmente mancanti I Napoletani E Che Richiede Il Lavoro Di Maggiore Lena, Sarebbe Opportuno, Per Motivazioni Storiche, Posporlo Al Sistema Delle Aggregazioni, Che Risulta Molto Più E Meglio
Praticabile. Il Network, Infatti, Risulta Facile Da Creare, Ma Non Da Mantenere. Intriga Molto, Nell’Aggregazione, L’Entusiasmo Del Neofita E Questo Fa Parte Dell’ Animus Partenopeo:Il Napoletano, In Fondo, è Un Bambino Non Cresciuto, Quindi, Fin Quando Non Incomincia A Maturare, Bisogna Tenere Acceso Il Suo Desiderio Di Sempre Nuovi Giochi. Se intendo mettere insieme il San Carlo Ed Il Bellini, In Maniera Continuativa, Mi Conviene Evidenziarne, Come Dice Il Detto: La Grandezza E La Bellezza , Anche Per Farle Diventare Sinergiche. Insomma è opportuno che, per Tenere Nel Mazzo Realtà Diverse E Possibilmente Contrastanti, Si Debba Usare, In Un Primo Tempo, Una Diplomazia Machiavellica. Non è per niente facile incominciare ad intaccare le “Monadi Partenopee”, Perché Sono Costituite Da Sistemi Chiusi Ed Autosufficienti. Si Nutrono Dello Stesso Latte Che Producono Ed Una Prima Forma Di Svezzamento Potrebbe Essere L’Introduzione Nei Loro Stomaci Di Cannule Piene Di Birra Tedesca. Insomma fin quando Ogni Istituzione Si Bea, In Maniera Del Tutto Provinciale, Di Se Stessa E Fa Solo Finta Di Allearsi Con Le Altre, Non Si Può Che Produrre Solamente Frustrazione Culturale, Che, A Sua Volta, Genera Il Solito Pessimismo Nichilista. A volte,appunto, si creano delle Aggregazioni Di Comodo, Che Rispondono Unicamente All’Esigenza Di Convenienze Dazionali E Che Si Disfanno Con La Stessa Velocità Con La Quale Si Conglobano, Creando, Di Converso, Ulteriori Attriti, Invece Che Ulteriore Crescita. L’Aspettativa Di Rinascita, In Tal Caso Ed I Suoi Addentellati Di Durata, Risultano Fondamentali e l’assemblea del 31 Gennaio, attraverso la sapiente regia del professor Salvatore, sembra possedere molte Chance Al Riguardo, Sempre Che Si Guardi Attraverso La Lente Dell ’Ottimismo Della Volontà, Anche Nell’Attuale Situazione Fortemente Degradata E Dove Ognuno Tende Sempre Di Più, Purtroppo, Ad Andare Supinamente Per I Fatti Suoi. Insomma Sarebbe Molto Bello Ed Opportuno Abbassare Il Tasso Di Cazzimma, A Tutti I Livelli, Per Uscirne, Finalmente, Fuori!
CERVELLI PERMANENTI!
"Napoli Colta e Nobilissima?” Ecco l’altro corno della dicotomia partenopea: città greca di mare e di colline tufacee, come poteva Parthenope Non Essere Anche Intrisa Di Intelligenze Eccelse Ma Molto Spesso Perdute? Eccelse, perché, da Gioviano Pontano, A Giordano Bruno, Passando Per Giambattista Marino E Salvator Rosa e Proseguendo per Giambattista Della Porta, Luca Giordano, I Vanvitelli, Gli Scarlatti ed I Farinelli, Antonio Genovesi, Gaetano Filangieri, Mercadante, Cotugno e Cirillo, La Pimentel-Fonseca e La Sanfelice , Mario Pagano e Vincenzo Cuoco; Ricordando Figure Contemporanee, Quali Benedetto Croce E Giuseppe Galasso, Proseguendo Con Francesco Mastriani E Continuando Con Antonio Petito Ed Eduardo Scarpetta, Per Giungere a Raffaele Viviani, a Totò, Ai De Filippo e ad Annibale Ruccello, Avviandoci, Poi, Sulle Strade Delle Serao, Degli Scarfoglio e Dei Verdinois; Per Non Parlare Di Marinetti e, Per L’Odierna Letteratura:Luigi Incoronato, Anna Maria Ortese, Mimì Rea, Raffaele La Capria , Ermanno Rea ,Erri De Luca; Per La Scienza : Renato Caccioppoli e Luigi Napolitano; Per La Melodia Napoletana , Due Autori: Di Giacomo e Bovio E Tre Interpreti: Bruni, Carosone e Daniele. Per Il Cinema, Infine, Due Soli Nomi: Francesco Rosi e Sofia Loren, Possiamo Contare Su Personalità Assolutamente Universali e, Comunque, L'Elenco Resta Ampiamente Incompleto. Ma non dimentichiamo i Passaggi Partenopei. Coloro Che Si Sono Fermati, Lungamente o Brevemente, Per Riposare In Questo Luogo Magico, o Per Morirvi: Virgilio e Goethe, Leopardi e Lamont Young. Insomma si potrebbe continuare all’infinito sulle “Eccellenze Napoletane”. Ma, Forse, In Questa Città Non è Questo Che Conta, Perché Cotanta Cultura, Probabilmente, Se Non Sicuramente, Si è Risolta In Cotanta Dissipatezza?
Ma questo sarebbe anche il meno. La questione più triste riguarda la fragilità e la insipienza della intellettualità napoletana. Se “Cerniamo Il Grano”, Come Si suol Dire, Potremmo Verificare Sul Campo Che, Forse, Non Ve N’è uno o una Che Abbia Una Visione Costruttiva, Chiaramente Volta Al Futuro, Sui Destini Della Città. Le analisi teoriche risultano quasi tutte, per la verità, lucidissime ed acute: si elaborano teoremi sociologici di inusitato fulgore; si attrezzano progetti validissimi, sotto il
profilo territoriale; tutti lamentano un’indolenza, dovuta All’Altro Che Non Ha Ben Collaborato, Ma Ritengono Che, Comunque, Sia Il Caso Di Proseguire Sulla Strada Tracciata. Peccato, Poi, Che Quanto A Risultati, Se Ne Vedano Pochini! Ora,V ai a Far Comprendere che La Grammatica Non Vale Come la Pratica. Insomma bisognerebbe essere un po' più Gramsciani: diventare degli Intellettuali Organici, Volti al Miglioramento Delle Masse Ed Un po' Meno Pulcinelleschi: Imitatori Perfetti dell’ Eterno Viziaccio Partenopeo Della Ricerca Di un Utile Immediato. Del resto, le icastiche descrizioni di Goethe:” Napoli è Un Paradiso Abitato Da Diavoli” e di La Capria da Ferito A Morte: “A Napoli Sussistono Due Popoli Nemici Ed Amici, Dei Quali L’Inferno Domina Il Superno”, Confermano Il Teorema Pulcinellesco Della Fragilità Bambinesca. Ora, la più pedestre Delle Pedagogie Insegna Che Non Esiste Niente Di Meglio Della Ripetitività Raziocinante Per Guarire La Cronica Malattia Dell’ Infantilismo, Che Affligge Il Napoletano Medio. Insomma: “mazz' e panella fann e figl' bell” E Che Altro è Il Napoletano Medio Se Non Un Figlio Per Antonomasia Che Non Vuole Lasciare La Casa Paterna ? Il Bambinone Non Se Ne Va E Noi, Con Le Buone o Con Le Cattive, Lo Possiamo Convincere A Lasciare Il Nido. Più Con Le Buone, In Verità, Perchè Bisogna Verificare, Innanzitutto, Se Balugini Una Intelligenza Nascosta od Una Becera Ottusità Nella Mente Del Napoletano Medio.
Si Propende, Senz’Altro, Per L’Intelligenza Nascosta, Che Possiede Come Naturale Contr’altare Il Dialogo Convincente.
Una Volta Stabilito, Poi, Che Il Napoletano Medio Possieda Intelligenza Nascosta, Risulta Fondamentale Trasformarla, Nel Lungo Periodo, In Cultura Dell’Autostima. Richiedendo, però, la cosa i suoi tempi di “Digestione, Ci Potremmo Accontentare, Nel Breve Termine, Di Vigilare, Affinché L'Intelligenza Nascosta Non Debordi In Furbizia o Peggio: Cazzimma. Ma a chi L’Arduo Compito, Se Non Ai Cervelli Napoletani? Alle Teste D’ Uovo, Che, Però, Purtroppo, Tendono Più Ad Accapigliarsi,
Che A Formare Squadra? Si ritiene che l’unico modo per far diventare “Classe Dirigente Organica” L’Intellettualità Partenopea, ne dà atto il professor Siola, sia quello di Costringerla A Diventare Assemblea Costituente Del Pensiero.
L’impresa non è per niente facile, a causa della “Puzza Sotto Il Naso, Che Affligge I Nostri Paglietta”. Forse, L’Aulico Umorismo Della Livella Di Totò Potrebbe Costituire Il Lievito Per Far Crescere, Finalmente, Un Animus Collettivo Nella Nostra Intellettualità! Chi Ci Impedisce Di Provarci?
SUONATE LA CARMAGNOLA !
Ah! Se il ‘99 ritornasse a ritroso! Non un ritroso ipotetico, ma “Storico”: In Tal Modo il Sangue Dei Martiri Della Rivoluzione Partenopea Sarebbe Abbondantemente Riscattato Dal Tradimento Dei Lazzari Di Fabrizio Ruffo Di Calabria. Allora si potrebbero vedere gli straccioni forcaioli, che, invece di trucidare la Più Pura Intellettualità Napoletana, Al grido di “rall’ ‘o giacobb’!”, Fraternizzano Con I Signori Al Suono Della Carmagnola, Dando Loro L’Energia Per Costruire La Città Del Sole! Che Goduria! Sembra Un Sogno Inverosimile, Ma La Ricongiunzione Organica Dei Due Popoli, Il Collegamento, Attraverso Canali, Dei Due Fiumi Sociali Paralleli, Ma Non Sempre Impermeabili, Potrebbe Essere Ed è L’Unica Ipotesi Realistica Per Sanare La Città.
Come mai i più “Sfrenati Sociologismi” Non Hanno Affrontato, A Sufficienza Ed In Maniera Organicamente Scientifica, L’Argomento? Questo è, probabilmente, l’interrogativo di fondo al quale rispondere.
La prima ipotesi è Che: Partendo Da Goethe e Da Cuoco e Giungendo A La Capria , realizza Un Timor-Panico Delle Classi Dirigenti Nei Confronti Del Popolaccio. Ma A Che Cosa è Dovuta Tale Paura Reverenziale? In Che Cosa Si Esplicita Questo Dominio? È Forse Dovuto Alla Minaccia? Ma Di Che? Della Supremazia Fisica, Che Non Guarda In Faccia Il Ceto? O è Dovuto Al Ricatto? Alla Conoscenza Di Profonde Turpitudini e Tare Delle famiglie Altolocate? Si Può Avanzare Una Terza Ipotesi. Tale Sottomissione Potrebbe Essere Dovuta Alla Sottile Voglia Di Emulazione Delle Classi Superne Nei Confronti Di Quelle Inferne. Se fossero soltanto minacce fisiche o psicologiche potrebbero agevolmente essere superate attraverso L’Adeguata Reazione Di Una Forza Pubblica O Con Una Oculata Assistenza Psicanalitica E Sociale.”Cose che sono Il Contraltare Istituzionale Della Forza Bruta”. Non a caso I Bazzarioti, Quando Devono Definire Le Forze Dell’Ordine, Le Chiamano: ‘e Guardie, Cioè Coloro Che Guardano, Che Controllano Il Rispetto Delle Regole. Ma, Se Proprio Questo Non avviene! Se, Fatta La Legge , Trovato L’Inganno! Se Guardie E Ladri Se La Intendono Bellamente Tra Loro, è Ovvio Come Tutto Finisca In Barzelletta! Questo è Il Massimo del Pastiche: Che Il Controllato Controlli, O Meglio Plagi Il Controllore, Al Punto Tale Che Non
Si Capisca Più Chi Controlli Chi! Se, Poi, Fossero Ricatti, Non Si Riesce A Comprendere Come Stravizi Di Letto, Di Gioco O D’Altro, Che Appartengono Alla Natura Umana Generalmente Discutendo, Abbiano Potuto o Possano, Invece, Appartenere Solo Alle Classi Privilegiate.
O Meglio, Se Appartenenti Ai Signori, Possano Tranquillamente Sfociare Nelle Più Laide turpitudini; Se Appartenenti Al Popolo Diventino, Invece, Perdonabili. Infatti, Qualora Qualche Persona, Cosiddetta Altolocata, Dovesse Vergognarsi Di Qualche Fornicazione Fuori Luogo o Contro Luogo, Se Ne Dovrebbe Vergognare A Prescindere Dal Suo Status. O Forse Qualcuno Vuole Richiamarsi Alla Teoria Del Buon Selvaggio, Per Conferire Una Patente Di Censurabilità o Incensurabilità Per Ceto? Allora Che Senso Ha Il Ricatto, Se Non Quello Di Dimostrare Che, Risultando Ridicola Una Predestinazione Al Peccato In determinati Uomini E Non In Altri, La Cosa Nasconde Semplicemente Una Debolezza Costituzionale Nel Soggetto Ricattato, Una Incapacità Di Reazione Critica Nei Confronti Dell’Inconsistenza Delle Argomentazioni Dei Ricattatori. Questo Rende Il Ricattato Ipnoticamente Succube e Lo Trascina Nel Vortice Di Timori E Paure, Che Non Hanno Ragion D’Essere, Ma Pure Sono. Si! Sono Fantasmi della Ignominia Umana, Quando Nasconde La Nullità Interiore ! Ma Quale Ricatto? I Napoletani Migliori Non Stanno Facendo Altro Che Autoricattarsi, Con Le Fanfaluche Introiettate Attraverso Un Popolo Che Vorrebbe Vederli, Inconsciamente Ottimi Ed, Invece, Li Vede Pessimi. Al dunque: bando alle minacce! Fuori i ricatti! La verità è, forse, un’altra. Il Napoletano Medio Invidia Il Bazzariota! Vorrebbe Essere Come Lui Possedere La Sua Prontezza Di Riflessi; Impadronirsi Della Sua Arguzia Fulminante; Cavalcare La Sua Istintualità Prorompente. Ma Non Vi Riesce; è molle; È Vuoto; è Abulico; Si Lascia Trascinare, Con Facilità E Benevolenza, Nel Gorgo Dell’Andazzo Facilitatore Della Vita; Del Tiriamo A Campare ,Che Non Fa Campare Bene. Ma il peggio è che Il Napoletano Medio Non Ammette Di Essere Plagiato Dal Bazzariota. Ritiene Che Un Destino Cinico E Baro Abbia Colpito Lui E La Città In Eterno E, Quindi, Non Valga Manco La Pena Di Sforzarsi Di Cambiare Le Cose; Tanto Sarebbe Inutile. Chi Sa Se San Gennaro E Sant’Antonio Di Lassù Concordano. San Crescenzio Sicuramente No! Allora, Incominciamo Da Lui, Per Cercare Di Invertire, Infine, La Malefica Tendenza !
IL FUTURO NON HA SPERANZA?
Rifacendoci al sottotitolo dell’indovinata opera prima del Nostro Cardinale: Napoli Non Morirà! Come Si Fa A Privare Un Popolo Del Suo Futuro? È come se si costringesse il corso di un fiume a fermarsi improvvisamente, per diventare una palude stagnante, dove si percepisce solo la vita apparente delle larve. È come Se, Scusate Il Paragone Un Poco Osè, Venissero Castrati Tutti I Maschi Della Città, Affinché Diventassero, Per Necessità, Voci Bianche A Comando.
È come se, presi da Un Improvviso cupio dissolvi, Salissimo Tutti A San Martino, Per Buttarci Di Sotto. Certo, molti sostengono che a Napoli vi sia ben poco da sperare. Molti, ancora, sulla scorta di tale assunto, piombano in una abulia depressiva, che diventa peggio Di Fare Le Cose Male. Molti, poi e diventano sempre di più, Abbandonano La Città , Praticando l’eduardiano “Fuitevenn’!'”. Pochi, di converso, riflettono sulla Causa Profonda Del Disagio Quotidiano, Dovuto Al Dominio-Domino maledetto Del Predicare Bene, Ma Razzolare Male. E, proprio come nel Gioco Della Caduta Infinita, Ognuno Tocca L’Altro, Per Farlo, Consapevolmente O Inconsapevolmente, Cascare.
A Napoli la “Forza Centripeta” Vince Su Quella Centrifuga, Per Moto Inerziale. Se qualcuno interrompe il “Dominio-Domino”, Viene Vissuto Come Colpevole Di Lesa Maestà E Costretto, Volente O Nolente, A Toccare L’Altro Per Farlo Cadere. Se, poi, Nonostante Lo Sbrunzolone, Il Poveretto Si Mantiene In Piedi, Viene Visto Come Un Animale Raro, Da Sbirciare Con Circospezione E Dal Quale, Comunque, Mantenersi Alla Larga.
Lo sviluppo successivo risulta, però, molto interessante sotto il profilo sociologico. Se il “Renitente Alla Caduta” Continua Imperterrito, Qualcuno, Sicuramente, Comincia Ad Avvicinarsi, Per Salutarlo Con Un: Buongiorno Tra Il Perplesso E L’Incuriosito. O Per Alzare La Mano A Mo’ Di Saluto Romano. Ulteriormente, Se Prosegue La Postura Insolentemente Verticale, Si Potrebbe Sentire Un: Come State? Oppure:Oggi è Una Bella Giornata, Eh?, Con Accompagnamento Di Qualche Calorosa Stretta Di Mano, O Di Qualche Strusciamento O Toccamento Volontario, Per Saggiare La Consistenza Di Quella Carne Inusuale.
Qui é scattata qualcosa di veramente imponderabile; qualcosa degna di un’analisi approfondita e chiarificatrice, da effettuarsi senza indugio e Con Animo Disposto Al Bene. La scintilla, che dalla curiosità trasmigra nel rispetto, nasce da una qualità che, nel Napoletano Medio, è Più Rara Del Platino: La Costanza D ’Animo. Egli Si Chiede, Prima Sbigottito, Poi Ammirato, Di Quale Pasta Particolare Sia Composto L’Individuo Che Non Manda Il Cervello All’Ammasso. Se, Per Caso, Non Ingurgiti Ogni Mattina, Appena Alzato, Qualche Magica Pozione, Per Mantenere Quella Posizione E, Come Mai, Invece Di Piegarsi, Come La Stragrande Maggioranza , Rafforzi La Sua Stazione Eretta. Certo, Secoli Di Stazione Piegata Davanti Al Potere Inibiscono Un Raddrizzamento Veloce Della Schiena E Questo Lo Comprendiamo, Ma Non Riusciamo A Comprendere O, Ancor Più, A Giustificare L’Atteggiamento Gesuitico Della Cosiddetta Classe Dirigente, Che, Non Solo, Apprezza Le Genuflessioni, Ma Addirittura Le Ritiene Un Atto Dovuto A Chi Sta Sopra. Salvo, Poi, Ritrovarsi Il Cosiddetto coppetiello dietro la schiena. Ecco l’altro Aspetto Maledettamente Atavico Del Napoletano Medio: Il Mostrare Minimo Due Facce, Se Non Tre, Quattro E Così Via. Insomma, L’Ipocrisia Elevata A Stile Di Vita. Il Doppiogiochismo Come Abito Mentale Perpetuo, Mutuato Dalla Storica Frequentazione Con I Bazzarioti, Che Hanno Sempre Usato La Cazzimma E , Quindi, La Menzogna Per Proteggersi Dal Potere; A Volte, In Verità, Anche Per Esorcizzarlo. Ma, Se Il Sottoproletariato Urbano Si E’ Servito Dell’Inganno Come Forma Di Autodifesa, Ciò Non Può Divenire Anche Prerogativa Di Una Classe Dirigente Degna Di Questo Nome, Perché In Tal Modo Essa Non Fa Altro Che Rinunciare Al Proprio Ruolo E Diventare Psicologicamente Subalterna Ai Bazzarioti Ed Organicamente Incapace Di Governare La Società. Certo si può capire che un Popolo darwinianamente evolva Verso La Furbizia E Non Verso L’intelligenza. Che, Però, Tale Furbizia Possa Diventare Una Caratteristica Antropologica Di Tutti Gli Individui Che Compongono, Hanno Composto E Comporranno Questo Popolo, Francamente Diventa Indigesto Capirlo Ed, Ancor Più, Giustificarlo.
Sarebbe un marchio eterno, che non gioverebbe, alla lunga, nemmeno ai furbi! Ora, per esemplificare storicamente, la Città Ha Avuto Periodi, Durante I Quali, è Veramente Fiorita. La Fondazione Cumana ; Il Ducato Autonomo Bizantino; La Rifondazione Federiciana , Con Il Seminarium Doctrinarum; Il Cruciale Passaggio A Capitale Del Regno, Con Carlo D’Angiò; La Conquista Aragonese , Con Alfonso; La Rivolta Masaniellana Del I647; Il Regno Di Carlo III Di Borbone; La Rivoluzione Del I799, Con La Repubblica Partenopea : Vero Tentativo Della Nostra Classe Dirigente Di Riappropriarsi Del Suo Ruolo. Il Decennio Francese. L'Epopea Garibaldina, Con L’Annessione Al Regno Sabaudo, Invero, Fa Storia A Sé. Se tanto mi da tanto, quindi, L’Altalena Storica, Con Alternanze Di Fioriture E Di Crisi Si è Dipanata Fino Ai Giorni Nostri, Anche Attraverso Le Maggiori Complessità Della Nostra Attualità, Allungando Le Sue Divaricazioni E Consegnandoci Una Città Sempre Più Anomala, Ma Dove Può Diventare Possibile Ottenere Dei Bilanciamenti.
A tal proposito il Saggio di Allum ci comunica Un Affresco Illuminante, Estremamente Utile Come Strumento Di Lavoro. Onestamente, non riteniamo un po' tutti, anche se nascostamente, che Siano Maturi, Ormai, I Tempi Per Incominciare A Pensare Alla Risalita Della Città? Ad Una Fase Crescente Dell’Altalena? Lavorandovi Diligentemente ed Insistentemente? Quindi, qui si tratta di Svolgere Un Doppio Lavoro. Uno, in direzione Dell’Ordinaria Amministrazione, Che Pure Risulta Importante Per Napoli; Un Altro, Più Oneroso, Di Ricostruzione, Dalle Fondamenta, Di Un Tessuto Etico Delle Coscienze, Al Quale La Cultura E La Politica Informate , Cioè Dedite A Formare Cittadini Criticamente Positivi, Possano Fornire Il Più Grosso Contributo. E non è che manchi, a tal proposito e scusate l’insistenza, qualche personalità adatta allo scopo. Il Cardinal Sepe, Per Esempio, Sta Facendo Da Battistrada, Nel Coniugare Limpidità Intellettuale E Fermezza Nei Propositi E Molti Cittadini Napoletani, Se Non La Totalità , Ormai, Concordano Con Lui.
Essi credono fermamente, scusate l'enfasi,che sia giunto il tempo di voltare pagina!
IL PUNTO DI NON RITORNO!
Quando Alessandro Magno si trovò davanti la Mission Impossible Del Nodo Di Gordio, Non Arretrò Di Un Passo Di Fronte Alla Sua Inestricabilità e Lo Troncò Di Netto. La Matassa Napoletana è Molto Simile A Quel Nodo, Però Troncarla Di Netto Potrebbe Essere Controproducente. Bisognerebbe Prima Incominciare Ad Ammorbidirla,
Con Un Lavoro Di Assuefazione All'Olio Della Positività, Per, Poi, Districarne I Fili Zavorrati Da Un Eccesso Di Furbizia, Che Spesso Sfocia Nella Cazzimma e Rinforzarne Quelli Indeboliti Da Pavidità O Da Insensibilità.
Insomma è necessario Abbassare Il Tasso Di Cazzimma Dei Napoletani Ed Alzare Quello Di Civismo, Per Non Restare Con Lo Scrupolo Dell’Omissione. Qualcuno ha detto: I Popoli Sono Quello Che Mangiano Ma I Popoli Sono Anche Quello Che Pensano; O Meglio Quello Che Le Classi Dirigenti Fanno Loro Pensare.
Ora il guaio è che: La Classe Dirigente Napoletana, Tranne La Parentesi Del 1799, Non Ha Mai Fatto Pensare Molto Il Popolo; Semmai Il Contrario. All’interno, poi, Della Intellighenzia Partenopea, L'Ordine Dei Giornalisti, Purtroppo, Ha Contribuito, In Maniera Determinante, Tranne Benemerite Eccezioni, Alla Ottusità Generalizzata.
In Un Modo o Nell’Altro. Per la verità, Canale 21, La Televisione Dell'Ingegner Pietrangelo Gregorio, Attraverso Trasmissioni, Quali: Il Tormentone Di Angelo Manna, O Filo Diretto, Ha, Perlomeno, Tentato Di Farsi Carico Della pedagogia Del Civismo In Città. Alla Fine, Poi, Vi è Parzialmente Riuscita, Almeno Per Quanto Riguarda La Cosiddetta Audience , Tranne, Poi, Ritrovarsi Boicottata Da Ogni Parte. Infatti, bisogna, purtroppo, mettere nel conto in anticipo che Nell’Arena Napoletana, Perché Di Un Vero E Proprio Luogo Gladiatorio Si Tratta, Si Deve Scendere Armati Di Tutto Punto, Per Non Essere Infilzati, A Volte, A Tradimento. È evidente che L’Informazione Può Giocare Un Grosso Ruolo Nell’Indirizzare La Pubblica Opinione , O Popolo Che Dir Si Voglia, Ma Non Certamente Da Via Cappella Vecchia, Dove L'Ordine Si è Dovuto Rifugiare, In Seguito Alla Cacciata Dal Circolo Della Stampa, In Villa Comunale.
Qui, allora, non si tratta tanto di possedere Lo Strumentario Per Svolgere Un Ruolo, Quanto Di Attrezzarsi Per Una Vera E Propria
Missione. Quella Della Pedagogia Permanente; Del Martellamento Continuo Nella Direzione Del Miglioramento Complessivo Della Città. È del tutto evidente, quindi, come L’Ordine Dei Giornalisti Costituisca L’Istituzione Più Adatta A Formare I Formatori; A Fornire Ai Giornalisti Non Solo Professionalità Tecnica, Bensì Soprattutto Un’Etica Della Informazione, Che Vada Nella Direzione Del Comune Civismo. Non è facile, ma Ogni Giornalista Dovrebbe Possedere Un Senso Critico Costruttivo, Per Trasmetterlo Al Lettore. In Tal Senso, Fino A Prova Contraria, Si Sta Attrezzando La Testata : Cosmoggi, Diretta Da Italo Sgherzi, Con I Suoi Seminari Di Cultura Giornalistica Ed Anche La Nuova Dirigenza Dell’Ordine Dei Giornalisti Sembra Andare In Questa Direzione. Se, allora, la Punta Di Diamante, Per Tale Arduo Compito, Spetta Ai Giornalisti, Tutto Il Resto Della Cosiddetta Classe Dirigente Napoletana Che Deve Fare? Sarebbe facile rispondere che deve svolgere il suo ruolo Di Indicatrice Delle Cooordinate E Dei Fondamentali Per Costruire Una Società Equilibrata. Ma è Proprio A Questo Compito Delicato Ed Essenziale Che Essa Abdica A Napoli, Andando Psicologicamente A Rimorchio Dei Bazzarioti.
È Mai Possibile Tutto Ciò? Può Continuare All’Infinito Il Gioco Della Paura O Dell’Inerzia A Danno Di Tutta La Città ? Probabilmente, se si Scioglie Tale Nodo Gordiano, Si Potranno, Poi, Separare Gli Spiriti Inerti Da Quelli Tonici; Le Coscienze Attive Da Quelle Passive; I Buoni Dai Cattivi. Vi è tutto un immenso lavoro da compiere, che potrebbe durare anni, ma che intrinsecamente possiede buone possibilità di produrre frutti. Basta Martellare Al punto Giusto, Per Trovare L’Equilibrio E Giungere Al Punto Di Non Ritorno. In Fondo I Bazzarioti Sarebbero Anche Contenti Di Essere Ripuliti Della Loro Scorza Di Cazzimma Da Una Classe Dirigente Diritta E Potrebbero Evidenziare, In Maniera Positiva, Le Loro Caratteristiche Culturali:La Prontezza Di Spirito Ed Il Riso.
Risulta necessario, quindi, Scoprire Il Velario Di Ottusità Che Copre Il Bazzariottismo, Per Giungere Al Punto Di Non Ritorno, Che Significhi Una Reale Inversione Di Tendenza Nel Modo Di Pensare Medio Napoletano. Forse, I'attuale Classe Dirigente Napoletana Potrebbe Essere Assimilata Ad Un Don Abbondio Ed i Bazzarioti Ad Un Don Rodrigo; Ma Non è Detto Che, In Qualsiasi Momento, Non Possa Intervenire Un Innominato, Per Mettere Le Cose A Posto. Il Punto è Se L’ Innominato Debba Intervenire Dall’Interno o Dall’Esterno Del Corpo Sociale Napoletano. Per giungere Al Punto Di Non Ritorno Auspicato Sarebbe, Invero,Opportuno Che Intervenisse Non Solo L'Innominato, Ma, Come In Una Battaglia Campale, Arrivassero Due Squadroni Di Cavalleria, Stringendo A Tenaglia L'Ottusità:Da Una Parte, Con Il Martellamento Esterno Dei Comportamenti Anomali E Dall'Altra, Con Il Combinato Disposto Della Emulazione Positiva; Dei Buoni Esempi, Psicologicamente Accattivanti, Proprio Perché Mirati Anche A Risolvere Quei Minuti Problemi Quotidiani, Che Tanto Affliggono Il Sottoproletariato Napoletano. Arriveranno, dunque,“I Nostri”, In Tempi Ragionevoli, Per Sconfiggere Il Bazzariottismo?
IL NANO PUÒ GIGANTEGGIARE?
Se si bandisse una pubblica gara, per individuare il Logo Più Adatto A Fotografare, Sia L’Attuale Situazione Della Città, Sia Le Sue Prospettive Migliorative, Probabilmente Vincerebbe Il Nano.
Quale migliore abbreviazione Potrebbe Più Sinteticamente E Fulmineamente Scolpire Lo Stato Dell’Arte? Napoli, Per Molteplici Ragioni, è Diventata, Ormai, Un Nanerottolo, Che Cerca Di Divertire E Sollazzare I Più Diversi Potentati, Indebolendosi, In Questo Sforzo Inutile, Sempre Di Più. Per la verità, diverte e ci rimette moltissimo. Ha Incominciato a rimetterci, con lo Storico Banco Di Napoli. L’Istituto Di Credito Per Antonomasia Del Sud, Infatti, è Stato Fatto Fallire Ed è Stato Ceduto, Per Una manciata Di Fave, Al San Paolo Di Torino.
Non contenta, la Nostra Bellissima Ed Indicibile Città, Ha Continuato Con Il Risanamento, La Società Nata Dopo Il Terribile Colera Del I884, Per Risanare Urbanisticamente, Ma Anche Socialmente I Quartieri Più Poveri e Degradati ed, invece, finita nelle fauci della speculazione finanziaria nordista, con la dilapidazione di un patrimonio edilizio unico.
Ha proseguito, successivamente, con Il Mattino, Il Quotidiano Della Serao e Di Scarfoglio, ceduto ad un palazzinaro romano. Infine la vicenda del Napoli, La Squadra Di Calcio Più Seguita Del Mondo, transitata, dopo le eroiche gesta maradonesche e le successive fallimentari peripezie, nelle mani di un imprenditore cinematografico, fortunatamente di origini nostrane. Può sembrare un paradosso, ma, ormai, Napoli non ha altro da cedere che se stessa; anzi, lo sta già facendo.
Il recentissimo “Primo Fattaccio Dei Rifiuti” ha, infatti, inferto, con il giro mediatico del mondo, un colpo durissimo alla nostra immagine ed alla nostra credibilità. Il “Secondo Fattaccio”, Ancora In Corso, Sta Ammazzando La Città. Ma , prima che accada, vedrete che qualcuno si farà avanti, per comprarla e rianimarla, oltretutto perché è un grossissimo affare, soprattutto se gestito dall’esterno e non in maniera speculativa. Certo sarebbe risultato auspicabile un affasciamento delle forze napoletane sane, per venirne a capo. Ma visto che, per il momento, ciò non è possibile, non si può prospettare altra via, purtroppo, che l’acquisto o la gestione di pezzi di città e dei relativi servizi urbani, a dispetto di quello che gorgheggiano i versi di una nota canzone. D’altro canto, la frase più diffusa tra i visitatori della città non è forse: ”Napoli E’ Un Affascinante Luogo Dell’Anima Universale, Peccato Che Non Venga Valorizzata!”
La provocazione, a questo punto, è: Concediamo La Città In Comodato A Chi Ci Fornisce Le Maggiori Garanzie Di Renderla Normale; Se Faranno Peggio, Avremo La Definitiva Controprova Delle Nostre Capacità; Ma, Se Faranno Meglio, Ci Dovremo Di Necessità Adeguare.
Ma, per favore, non fasciamoci la testa, prima di essercela definitivamente rotta!
MANCA LA CLASSE DIRIGENTE ORGANICA!
"Il Pesce Puzza Dalla Testa! Il Manico Non è Buono!" L'Altra Solita Ed Eterna Litania di alcuni logorroici napoletani assume toni, a volte frementi, altre volte rassegnati e gira, di solito, sulle fermate dei bus e nelle interminabili file agli sportelli pubblici, o presso le sale di attesa dei medici di famiglia.
Un innato scetticismo, nei confronti di chi comanda, domina i ragionamenti familiari delle signore di mezza età; i maschietti sono, invece, più drastici e decapitano, tranquillamente, politici, magistrati e funzionari, senza nessuna pietà.
Insomma, insieme ad un astio radicato, si avverte, però, negli animati discorsi della Gente Cosiddetta Comune Una Sorta Di Sommessa Invidia, Per Gli Agi Ed I Vantaggi Dei Quali Godono Le Varie Caste Ed, In Fondo, Un Acceso Desiderio Di Trovarsi Al Loro Posto, Forse Per Fare Gli Stessi Inciuci.
Sì! Perché la fantasia surriscaldata del Popolo Si Realizza Nel Passaggio Di Status; Nel Miglioramento Delle Proprie Condizioni Di Vita, O Di Quelle Della Famiglia. Non La Alletta Quello Del Contesto Ristretto: La Via o Il Vicolo. Meno Che Mai Quello Del Quartiere. Della Città, Poi, Figurarsi! L’Ars Murmurandi, Quindi, Fa Parte, A Pieno Titolo, Di Questa Schizofrenia. Come Farebbero Alcuni Napoletani A Vivere Senza Gli Inciuci?
Probabilmente è stato creato prima il “Furbiciamiento” E Poi Parthenope. Il Dir Male Somiglia Molto Al Suolo Vulcanico Dei Campi Flegrei; Ai Soffioni Di Agnano Ed Ai Ribollimenti Sulfurei Della Solfatara E Non Vi è Verso Di Sopprimerlo; Sicuramente, Però, Di Ridurlo.
Una società, con una Testa Strabica Ed Una Coda Petulante, Ha Poche Possibilità Di Miglioramento, Se Non Si Riallinea E Non Cerca Di Trovare I Bandoli Della Sua Intricatissima Matassa. I Capi, Infatti, Si Aggrovigliano Nella Confusione Dei Ruoli E Nel Perpetuo Piangersi Addosso. Il malvezzo, poi, di guardarsi indietro dei nostri amministratori, insieme allo Scaricabarile A Tutti I livelli, Soprattutto In Alcuni Strati Della Classe Dirigente, costituiscono una gara inveterata e continua.
L’Inversione Di Tendenza Richiede Forti Iniezioni Di Ottimismo Pragmatico, Insieme Ad Esemplificazioni Virtuose Nel Vivere Civile, Che, Se Non Sussistono Nel Consesso Nostrano, Devono, Di Necessità,Essere Importate.
Ci si chiede perché, in questa Città Esista Un Basso Senso Civico. Le risposte possono essere molteplici e complesse. Ma esiste una certezza che le sottende tutte (già tutte!) e riguarda indubitabilmente i cattivissimi esempi offerti da tanti politici, grand commis ed amministratori vari della “Cosa Pubblica, I Quali Rinnegano Il Loro Mandato E Le loro Funzioni, Disamministrando O, Peggio, Malversando.
In questo modo il danno non si limita, peraltro, alla Collettività Generalmente Parlando, Ma Investe In Pieno Coloro Che Incarnano Il Futuro. Le Nuove Generazioni vengono investite frontalmente da questo Riflusso Materialistico, Che Tende, Per La Prima Volta , A Far Tirare I Remi In Barca Coloro Che Detengono Il Bastone Del Comando. Il paradosso di questo Stato Sociale, Infatti, Riguarda La Miope Incapacità Della Generazione Gerente Di Passare Il Testimone E Di Interloquire Con La Generazione Successiva. È come se si fosse creata, non una parete di conflittualità, che sarebbe normale nel divenire sociale, ma un divisorio di incomunicabilità, che inibisce qualsiasi possibilità di dialogo e che Rattrappisce Tutti I Rapporti, Rinviandoli A Data Da Destinarsi. Troncando, Così, Il Futuro.
Insomma: Il Comandare, In Questo Caso, Diventa Meglio Del Fottere E La Gerontocrazia Imperante Ha, In Questo Modo, Sostituito Il Bastone Di Sotto Con Il Bastone In Mano, Per Proseguire Una Goduria Che Risentiva Di Qualche Difficoltà Generazionale. Tutto questo è, poi, enormemente facilitato da due Incombenze: La Rivoluzione Informatica E La Globalizzazione Mercificante. La prima allarga indefinitamente i confini cognitivi, probabilmente ottundendo quelli critici. La seconda sposta la ricchezza e le persone, a seconda delle convenienze economiche, incessantemente da una parte all'altra del globo, travasando, come nei vasi comunicanti, l'opulenza da quelle nazioni che ne sono pregne a quelle che stanno vivendo il loro Primo Capitalismo Ed Il Riequilibrio Non Può Non Risultare Dannoso Per Le Condizioni Materiali E Civili Dell’Occidente, Per Ovvi Motivi Di Rimescolamento.
Per la verità, tale Stato Di Cose Avvantaggia E Danneggia Particolarmente Napoli. La Avvantaggia , In Quanto Questa Città Fondamentalmente Preindustriale, Ha Continuato A Sfornare Figli Ed A Mantenere, In Controtendenza Rispetto Alla Media Italiana, Perlomeno Accettabile Il Positivo Demografico E, Quindi, Una Speranza Di Futuro. La Danneggia , In Quanto Lo Spostamento Di Ricchezza Materiale, Almeno Di Quella Legale, Ha Enormemente Acuito La Crisi Economica In Città E, Perciò, Automaticamente Aumentato Il Disagio Sociale, Facendo Vistosamente Arretrare La Capacità Di Acquisto Dei Redditi E, Contemporaneamente, Allargando L’Economia Nera, Quella Che E' Sempre Servita Da Ammortizzatore Sociale Nei Momenti Di Crisi E Di Ristrettezze. In una situazione del genere è comprensibile il Si Salvi Chi Può. L’Allentamento Dei Freni Etici Di Fronte A Grandi E Piccole Ruberie Si Intende, Ormai, Come Giustificazione Per La Sopravvivenza E Non Diventa Per Niente Facile, In Questo Caso, Scacciare Il Demone Della Napoletaneria, Della Non Volontà Di Fare Le Cose Che Servono Agli Altri, Per Chiudersi Sempre Di Più In Un Egoismo Anarcoide. Insomma, Far Uscir Fuori I Pregi Della Solidarietà E Dell'Accoglienza, Tipicamente Partenopei, Cioè La Napoletanità Verace , In Queste Circostanze, Risulta Davvero Difficile. In fondo, quando i Tempi Sono Tristi, Diventa Molto Più Semplice Non Impegnarsi, Anziché Impegnarsi, Soprattutto Quando L’Impegno Non Produce Tornaconto Immediato.
Qualche correttivo a tale andazzo è possibile? Possiamo, in qualche maniera, attrezzarci per contrastarlo? La funzione Educativa Per Antonomasia, Che Dovrebbe Servire Da Antidoto, è La Scuola E , Soprattutto In Passato, Ha Assolto A Tale Compito Abbastanza Dignitosamente. Lo Ha Fatto, Attraverso L’Insegnamento, Insieme Alla Storia, Dell’Educazione Civica. Ma l’egemonia digitale ha, tra l’altro, distolto e quasi inibito il contatto diretto insegnante-allievi, che ha costituito il canale essenziale di trasmissione dei messaggi civili e, quindi, la coeducazione della formazione civica dovrebbe ricadere tutta sulla famiglia. Ma qui rientriamo, purtroppo, nell’altro punto dolente: lo sfilacciamento progressivo dei valori familiari. Come faccio, io genitore, a trasmetterti messaggi di convivenza civile migliorativa, se tutto quanto mi circonda va nel senso opposto dell’egoismo arraffone, se non imbroglione? A Napoli esiste un Terzo Corno Potentissimo, Costituito Dalla Religione Cattolica, Che, Per La Verità , Con Il Cardinale Sepe, Sta Producendo Sforzi Notevolissimi Nella Auspicata Direzione Della Rigenerazione Morale E Di Questo Lo Ringraziamo. Un Quarto Corno, Infine, Ricade Sul Volontariato; Sulle Tantissime Associazioni E Comitati Di Cittadini, Che Spesso Surrogano Le Cosiddette Istituzioni; Spessissimo, Poi, Le Pungolano, Perché Compiano Il Loro Dovere. Non sarebbe, perciò, male se Scuola, Chiesa E Volontariato, In Questa Città, Unissero Le Loro Forze, Per Creare Palestre Civiche E Assemblee Attive, Capaci Di Rinvigorire La Dirittura Familiare E L’Ormai Ammosciato Senso Civico Napoletano. Lo auspichiamo vivamente!
CHIAMATE MAROTTA DE SIMONE E SEPE!
Sarebbe meglio: Il Governo Dei Saggi, Di Ascendenze Platoniche, O Il Governo Dittatoriale Di Salute Pubblica, Previsto Dal Diritto Romano E, Per Il Passato, Garibaldinamente Applicato In Città? Qualcosa che sia una via di mezzo, probabilmente, lo potremmo cogliere nell'insegnamento del Croce, il quale afferma decisamente consistere La Cultura Napoletana Nell'Arte, Soprattutto Musicale, Mischiata Ad Una Profonda E Particolare Devozione Cristiana.
Il carisma di Benedetto Croce ha lasciato un'impronta profondissima a Napoli. Egli ha, infatti, sintetizzato magnificamente la Tradizione Storico-Giuridico -Economica, Che Da Vico A Genovesi; Da Filangieri A Cuoco, Intrecciandosi Con Quella Sociologica Di Bertrando Spaventa E Con Il Materialismo Storico Italiano Di Antonio Labriola, Di Cui Fu Allievo, Ha Risolto Nell'Estetica Il Filone Idealistico! Insomma, Croce ha rappresentato il “Moloch; L'Intellettuale Per Eccellenza; Il Baricentro Della Cultura Napoletana Ed Italiana.
In via Trinità Maggiore, già via Mariano Semmola ed ora col suo nome, di fronte all'imponente e suggestivo complesso di Santa Chiara, Dallo Storico Palazzo Filomarino, Ha Irradiato, Fino A Tarda Età, La Grandezza E L'Originalità Dei Suoi Studi, rifiutando, tra l'altro, di salire in cattedra e lasciando un immenso patrimonio librario e L'Istituto Italiano Per Gli Studi Storici, Vera Fucina Di Intellettualità Consapevole. Epigono Autentico Di Croce, Da Palazzo Serra Di Cassano, Al Monte Di Dio, è Gerardo Marotta.
Uomo minuto, ma dalla tempra d'acciaio; grande avvocato; Un Giacobino D'Altri Tempi, Dalla Schiena Pervicacemente Dritta. Nel I975 questo intellettuale genuino ha partorito: L'Istituto Italiano Per Gli Studi Filosofici, Che, Facendo pendant Con L'Istituto Italiano Per Gli Studi Storici, Ha Chiuso Il Cerchio Della Cultura Napoletana Superiore. Prima insediato al viale Calascione, L'Istituto Si è, Successivamente, Allocato In Palazzo Serra Di Cassano, Dimora Avita Di Gennaro Serra, Patrizio, Patriota E Martire Del '99, Dal Quale Ha Profuso, Aprendosi Alla Cultura Internazionale, Modelli Di Didattica E Di Alti Studi,Che Comprendono Non Solo Discipline Umanistiche, Ma Anche Scientifiche E Sociali. Convegni; alti seminari, tavole rotonde permanenti, premi in danaro alla ricerca ed al merito. Questo è Stato E Continua Ad Essere L'Istituto Italiano Per Gli Studi Filosofici Di Napoli. Ma Anche Punto Di Riferimento Politico Per Il Migliore Governo Possibile Della Cosa Pubblica. Proprio nel I999, bicentenario della Repubblica Partenopea, L'Istituto, Festeggiando L'Evento, Ha Propiziato, Con Una Grandiosa Cerimonia, Nella Sala Dei Baroni, La Cittadinanza Onoraria Napoletana, Ad Hans Georg Gadamer, Uno Dei Più Illustri Filosofi Viventi.
Al di là della benemerita attività culturale, L'Avvocato Marotta Non Si è Mai Rinchiuso Nella Torre D'Avorio Di Una Intellettualità Avulsa Dal Concreto Agone Civile Ed Ha Creato Un Ulteriore Strumento Di Crescita Politica:Le Assise Di Napoli E Del Mezzogiorno D'Italia, In Palazzo Marigliano.
In verità, il Vecchio Saggio Si É Anche Esposto Pubblicamente, Per Esempio Appoggiando Il Primo Bassolinismo ed Affiancandosi Al Cosiddetto Rinascimento Napoletano.
La delusione, però, è stata forte e L'Avvocato Ha, Allora, Preferito Diventare Coscienza Critica Delle Varie Amministrazioni, Le Quali Si Sono Succedute Alla Guida Della Città E Della Regione, dedicandosi agli studi teorici. In Tale ambito, infatti, ha riesumato proprio La Società Di Studi Politici, Fondata Nel I924 Dal Croce, Con Questa Motivazione: Giova Che Intorno Ai Nuovi Concetti Si Raccolgano Gli Studiosi, Per Apprenderli, Discuterli, Perfezionarli, Modificarli E Tradurli In Concreti Giudizi Al Fine Di Meglio Intendere La Vita Presente E La Vita Storica.
Dal 2006 la Società Tiene Presso La Libreria Feltrinelli , In Piazza Dei Martiri, Un Ciclo Di Seminari, Dedicato A Studiosi E Docenti, Che Intende Probabilmente Rimarottizzare La Città.
“'O sole mio sta 'nfront' a tè,” solo questi immaginifici versi di Giovanni Capurro Basterebbero Ad Evidenziare L'Animus Altamente Musicale Di Napoli. Per la verità tutto incomincia Nel Rinascimento Di Alfonso D'Aragona, Con Le Villanelle E Prosegue, Maturando, Con Il Melodramma Settecentesco E L'Opera Buffa, attraverso esponenti del calibro di Giovanbattista Pergolesi, Domenico ed Alessandro Scarlatti, padre e figlio; Domenico Cimarosa, ai quali mancava soltanto una degna sede, per le rappresentazioni. A questo pose rimedio Carlo di Borbone, il Re Illuminato, Che, Nel I737, Fondò Il Real Teatro Di San Carlo, Primo Stabile Lirico In Europa, Nel Quale Fece Sentire La Voce Di Divino Castrato: Il Farinelli.
Dopo i rivolgimenti rivoluzionari ed “Il Decennio Francese”, Napoli Ritrova Un Riequilibrio Musicale Nel Riflusso Della Restaurazione Borbonica, Attraverso La Fusione Di Ben Quattro Conservatori Nel San Pietro A Majella, Vera Fucina Internazionale Di Musica Sinfonica E Del Bel Canto. Il soggiorno, poi, di Gioacchino Rossini in “Città, Quasi Segregato Nel Palazzo Di Via Toledo Dall'Impresario Barbaja, Dal I8I5 Al I822, Diede L'Impulso Vitale Alla Cultura Musicale Partenopea Dell'Ottocento, Affinché Maturassero Filoni, Quali Quello Della Canzone Di Genere Dei Cottreau E Della Melodia Classica. Qui Siamo All'Età Dell'Oro, Con La Leggiadria Di Salvatore Di Giacomo; Il Verismo Di Ferdinando Russo; L'Impetuosità Verace Di Libero Bovio. Due sole voci sarebbero sufficienti, poi, per ricordare quel Periodo Magico: Elvira Donnarumma Ed Enrico Caruso. La Piedigrotta Completa Questa Età, Coniugando Mirabilmente, Attraverso La Gara Canora Ed Il Gioco Carnascialesco, Cultura E Divertimento. Sarà, Poi, Il Genio Artistico Di Raffaele Viviani Ad Inchiodarla Definitivamente, Con Il Primo Vaudeville Musicale. Questo Brecht Napoletano Inventa Letteralmente Il Teatro Cantato, Intridendolo Della Carne E Del Sangue Della Più Autentica Tradizione Popolare, Per Farlo Giungere Fino Ai Nostri Giorni. Ad esso, poi, attingeranno, anche se con corde diverse, il Cesellatore Sergio Bruni; Il Rivoluzionario Renato Carosone; Il Campione Del Sound Metropolitano, Pino Daniele.
Infine, con Roberto De Simone, Giungiamo Ad Un Singolare Sincretismo Di Musicalità Classica E Di Rigorosa Rielaborazione Moderna Che Sa Di
Attualità, Ma Anche Di Barocco. In ogni caso De Simone esprime mirabilmente il Nuovo E L'Antico, Sintetizzandolo Nella Gatta Cenerentola, L'Opera Della Riscoperta Dell'Immenso Scrigno Barocco Della Commistione Tra Sacro E Profano. Del resto la superlatività del suo lavoro di Nuovo Maestro Dell'Arte Musicale, Viene Riconosciuta Con La Chiamata , Prima Alla Direzione Del San Pietro A Majella, Poi Del San Carlo. In ambedue gli incarichi, Il Maestro Si è', Però, Dovuto Misurare Con La Dura Realtà Delle Incrostazioni Politiche E Burocratiche, Che Impediscono Il Libero Svolgimento Di Un Proficua Attività Di Recupero Delle Istituzioni Culturali Ed Ha Gettato La Spugna.
Tutto questo non fa che tornare a suo onore: il compromesso a qualunque costo, non sempre paga ed in Questa Città Sarebbe Ora Di Incominciare A Capirlo Ed, Ancor Più, A Praticarlo, Per Renderla Complessivamente Più Accettabile!
In Santa Restituta, La Parte Antica Del Duomo Di Napoli, è Stata Recentemente Presentata Una Raccolta Di Omelie Del Cardinale Corrado Ursi, Da Parte Del Suo Attuale Successore, Il Cardinale Crescenzio Sepe. Sepe possiede il medesimo carisma di Ursi, ma ancor più potenziato da un carattere tenace e fattivo, il quale non può che fare del Bene A Napoli.
Appena giunto in Città, Il 1° Luglio Del 2OO6, Crescenzio Ha Baciato La Terra A Capodichino, In Segno Di Profonda Riconoscenza Verso La Diocesi Di San Gennaro, La Quale Accoglieva Un Presule Quasi Suo Conterraneo Ed Animato Da Tanta Buona Volontà. Durante La Pasqua Successiva , Nel Corso Della Via Crucis, In Piazza Del Gesù, Crescenzio Ha, Poi, Simbolicamente E Pubblicamente Bruciato I Coltelli Raccolti Nelle Chiese, In Segno Di Netto Rifiuto Della Violenza. E Di Nuova Fratellanza.
In moltissime omelie Crescenzio Ha Fermamente Condannato La Sordità , L'infigardaggine, Se Non Peggio, Di Tanta Classe Dirigente, Compresi I Politici. Il suo motto è, perciò, diventato il suo libro: “Non Rubate La Speranza !” I fatti sono, poi, seguiti alle parole ed è nata: La Casa Di Tonia, Tetto Premuroso Per Le Ragazze-Madri. Nel Dicembre del 2OIO, Crescenzio ha, infine, Proclamato Il Giubileo Per La Città Che Di Più? Un Enorme Impegno Di Rigenerazione Materiale E Morale Lo attende E Ci Attende. Allora, Tutti Al Lavoro!
La Piccola Comunità è Tanto Piccola, Che Basta Uscire Dal Quartiere Per Non Essere Più Riconosciuto. È Sufficiente Leggere I Graffiti Sulle Mura, Appena Fuori Il Perimetro Vitale: Vasto Regna; Abbasso Forcella; Teste Matte Contro La Sanità Ed Altre Similari Amenità, Per Afferrare Subito Lo Spirito Salvifico Della Piccola Comunità. In questo, quindi, consiste e si dipana all'infinito nelle menti, benché nella sua finitezza circolare sia limitatissimo, il: “Welfare Napoletano!”
PROSSIMITA' S
Quando Nannina Non Ne Poté Più Di Cambiare Fasciatoi Alla Sua Nidiata Di Criaturi, Strillò: “Carmilì Aiutami, Sì Nò Me Venene 'E Riscinziell'”. Quando, Poi, Carmilina Si Precipitò Dal Suo Basso, Per Dare Una Mano A Nannina, Diventò La Sua Commarella. Così nacque il “Porta A Porta Napoletano”; L'Economia Del Vicolo; La Difesa Dei Lazzari. Nacque come una Società Di Mutuo Soccorso Di Beni E Di Servizi Di Prima Necessità E Lasciò Una Impronta Indelebile Sulla Città. Ancor oggi a Napoli Ci Si Espande Sociologicamente A Macchia Di Leopardo. Se Il Negoziante Fa Affari E Vuole Ampliarsi, Non Conduce Una Ricerca Di Mercato, Per Verificare Quale Sia La Zona Migliore Dove Impiantare La Nuova Attività. Ma Si Allarga Tranquillamente E Fiduciosamente Verso La Bottega A Fianco, Lasciata Libera Da Un Commerciante Ritiratosi, Semplicemente Perché È Più Vicino, Comodo E, Cosa Principale, Conosciuto.
Insomma, dalle nostre parti, L'Attaccamento Al Già Noto, Alla Prossimità, Fa Gioco Su Tutto. Ci Si Fida Dell'Amico, Del Compare, Ma, Anche, Del Sentito Dire. Se, Poi, I Risultati Sono Scarsi O Nulli, Poco Importa. A volte, addirittura, qualcuno Va “A Mare Con Tutti I Panni”, Ma La Colpa , Per Una Sorta Di Traslazione Innata, Non Si Attribuisce Mai Al Malcapitato , Sempre Alla Ciorta (sorte) Avversa.
Importante è, Invece, Perseverare Nella Catena Di Sant'Antonio Dell’Ottusa Ripetitività. Se mi sento Poco Bene, Non Consulto Subito Il Mio Medico, Ma, Piuttosto Mio Cugino Che Fa L'Infermiere Al Cardarelli E Che Mi Farà Visitare Da Un Medico Di Sua Fiducia. Salvo, Poi, Farmi Venire Un’Intossicazione Da Farmaci, Causa Un Superdosaggio Di Terapia, Naturalmente A Fin Di Bene. Se intendo concedermi una vacanza alle Canarie, non scelgo la più accogliente: Gran Canaria, bensì Lanzarote, l'isola più selvaggia ed impraticabile. Non perché ami particolarmente la Natura Allo Stato Brado, Piuttosto In Quanto Un Amico, Che Faceva Il Bancario In Italia, Adesso fa Il Ristoratore In Quell'Isola Di Pescatori. Se devo comprare un elettrodomestico o dei mobili, non scelgo la catena commerciale più conveniente, ma Mi Dirigo Immantinente Presso Quel Mobiliere, Che Ha Cresimato Mio Cugino E Che È Tanto Simpatico. Salvo, successivamente, accorgermi che l'armadio che mi è stato venduto, possiede un'anima di scadentissimo truciolato.
Nessuna o poca importanza ha nel Contesto Sociale Nostrano La Convenienza Reale Nell'Acquisto Di Un Bene O Nell'Acquisizione Di Un Servizio. O meglio, Tale Convenienza È Completamente Subordinata Ai Legami Di Sangue, Di Affetto O Di Conoscenza E, Quindi, Se Vengo Danneggiato, La Colpa Si Diluisce Nella Connessione Affettiva E, Comunque, Avrò Sempre La Possibilità Di Rifarmi La Volta Successiva , Proprio Perché “Le Porte Saranno Sempre Aperte”. La prossimità la fa da padrona ed il barista, il bottegaio od il barbiere diventano anche, in un certo modo, per i nodi specialissimi che si intrecciano nelle relazioni, complici e confessori, quindi mai più rinnegabili. Non sia mai detto che, mentre sorbisco beatamente un “Brasiliano”, Non Mi Venga Di Confidare Al Mio Prediletto Barista Ciro, Che Armeggia Tra Il vapore Della Macchina, Quanto Mi Sia Rotto I Coglioni Della Petulanza Di Mia Moglie E Come Vorrei Tanto Evadere, Meglio Se In compagnia Di una Conturbante Carioca. Il piacere sottile, poi, che ti pervade, mentre sei Sotto Le Forbici Del Tuo Barbiere, Pasquale, Viene Decuplicato Dal Racconto Della Mangiata, A Base Di Frutti Di Mare, Che Si è Fatto Presso Donna Emilia, A Marina Grande Di Sorrento, Insieme Ai Soliti Due Compagni Di Baldoria.
A Napoli Non Esiste Il Bene Comune; Esiste, Piuttosto, La Comunella , La Sodalità Di Palazzo, Di Vicolo O Di Quartiere. Sicuramente Balzano Preminentemente Due Necessità In questi Comportamenti. Ad Una Abbiamo Già Accennato: Bisogna Riempire Un Default, Soprattutto Economico. L'Assicurazione Sulla Povertà In Città E' Costituita Dalla Piccola Comunità; Dal Legame Interiore Ed Indissolubile, Che Si Crea Tra Gli Appartenenti Alla Camarilla Visibile Ed Udibile, Che Ti Protegge Da Qualsiasi Pericolo Esterno, In Qualsiasi Momento Della Giornata E Che Ti Assicura, Storto O Morto, Il Piatto Caldo. L'Altro Aspetto Riguarda Il Bisogno Di Non Essere Tradito E Questo Te Lo Assicura Solo La Piccola Comunità; L'Enclave Di Collegamenti Prossimi, Di Sentimenti, Di Complicità, Nella Quale Sei Immerso Come In Un Liquido Amniotico Caldo E Protettivo. Se a questo si aggiunge che la conflittualità interna a Quel Recinto Risulterebbe Un Inutile E Dannoso Spreco Di Energie, Che, Invece, Vanno Utilizzate Per La Sopravvivenza , Perché è Questo L'Orizzonte Di Minima E Di Massima, Nel Quale Nuotare, Il Cerchio Si Chiude.
Napoli si autoregolerà o si eteroregolerà?
Una società egemonizzata dalla”Plebe (A Ben Donde, In Questo Caso, è D'ObbligoLa Maiuscola ) Può Definirsi Una Società Orale? Cioè, è Possibile Che Un Insieme Di Individui Che Gravitano In Un Preciso Luogo E Che Privilegiano Il Messaggio Parlato Su Quello Scritto; L'Arte Mimica E Canora Su Quella Ragionata E Fermata Sulla Pagina, Riesca A Possedere La Concreta Possibilità Di Migliorarsi? È, cioè, possibile una Cultura Ascendente, Che, Invero, Proceda Dal Basso Verso L'Alto Della Stratificazione Sociale E La Pervada In Maniera Onnicomprensiva E Completa?
Una società egemonizzata dalla”Plebe (A Ben Donde, In Questo Caso, è D'Obbligo
È non solo possibile, ma reale! Tutto ciò, infatti, si è verificato a Napoli, nel corso di una stratificazione secolare, incominciata in Epoca Angioina, Quando La Città Divenne Capitale Del Regno E Consolidatasi. Durante Tutto L'Arco Del Viceregno Spagnolo. L'acme storico di tale presa egemonica del sottoproletariato urbano napoletano è culminato nella “Rivolta Masaniellana” Ed Il Ritorno A Regno Autonomo, Con Carlo Di Borbone, Ne Ha Evidenziato La Coscienza Sociale , Attraverso Le Riforme Illuminate Del Re. Una Per Tutte: L'Istituzione Del Real Albergo Dei Poveri, Al Fine Di Alleviare L'Enorme Indigenza Imperante Tra Le Classi Non Abbienti. Proprio con Carlo si è consolidato l'apparato statale, grazie soprattutto alla gestione rigorosa di uomini come Bernardo Tanucci, ma questo ha provocato,di rimbalzo, l'ulteriore indebolimento della Nobiltà Quale Classe Dirigente E L'Accentuazione Di Quella Diarchia: Popolo Minuto-Sovrano, Che Ha Avuto Nel Figlio Ferdinando Il Suo Campione. In questo crinale storico avveniva che il popolo anonimo ed acefalo dei Lazzari, Attratto Dallo Sfarzo Esteriore Della Corte,Saltando Il Passaggio Intermedio Di Una Seppur Minima Maturazione Borghese, Riuscisse A Saldarsi Direttamente Con Il Trono, Accettandone Gli Avanzi: Feste E Farina. In Tal modo il Sovrano Finiva Per Confondersi Con Il Popolo Più Becero E Retrivo, Accettandone La Cieca Reazione Ad Ogni Tipo Di Cambiamento Dall'Alto, Come Nel Caso Della Rivoluzione Patriottica Del 1799. Il combinato-disposto della concentrazione amministrativa e demografica nella città-capitale, insieme alla prevalenza di una cultura popolaresca, aveva, quindi, portato alla nascita di Un’ Enorme Testa Parassitaria A Capo Del Regno. Tale Testa, Che Assorbiva Solo Risorse E Ricchezza Produttiva, Somigliava, In Tutto E Per Tutto, Ad Un'Ameba, La Quale , Parassitando E Succhiando Il Liquido Vitale Di Tutte Le Gabelle Del Regno, Le Trasformava, Nel Migliore Dei Casi, In Rendita, Nel Peggiore In Pura Dilapidazione Di Lavoro Produttivo. Il grosso della rendita finanziaria, poi, veniva speso dalla corona e dalla nobiltà a ei fedele. Il resto, cioè le briciole, serviva, Come In Un Circo Massimo Romano A Foraggiare La Plebaglia Napoletana , Attraverso Donativi Di Derrate Alimentari E Di Alberi Della Cuccagna, Insieme All'Organizzazione Di Feste Popolari, Come Quella Del Monacone. La Città autonoma ed a vocazione marinara, che era stata Napoli, come Amalfi, durante il Ducato Bizantino, Con Una Buona Amministrazione, Aveva, Ormai Lasciato Il Posto, Alla Città Delle Rendite Feudali,Che Gareggiava Nella Costruzione Di Palazzi Nobiliari Simili A Regge, Intrecciata,Ormai, Con L'Enorme Marmaglia Lazzaronesca, Che Correva Le Sue Strade E Le Sue Piazze, Eternamente Affamata.”
A tal proposito, la tesi dei Due Popoli Di Vincenzo Cuoco è Quella Più Convincente. Quella, poi, di Raffaele La Capria Sulla Dominazione Del Popolo Inferno Su Quello Superno, Ne Illumina Compiutamente E Fascinosamente La Psicologia Sociale.
Quindi, se tanto mi dà tanto, La Cultura Predatoria Della Città, Venuta Da Un Bassezza Veramente Infernale, Si Veniva, In Tal Modo, Diffondendo Epidemicamente In Tutti I Gangli Vitali:Economici E Politici, Del Suo Tessuto Produttivo, Tranne Che Presso Quella Intellettualità Consapevole, Depositaria Di Una Controcultura Scritta, La Quale , Invece, La Anatomizzava. Analizzandola , Però, Solamente Da Lontano, Senza Coinvolgerla E Senza Farsene Coinvolgere.
Una controcultura Lazzaronesca che, in verità, non sarebbe stata possibile, senza il contributo della Sua Sanguigna Popolarità, Travasata In Artigiani Della Scrittura. Un Esempio Valga Per Tutti: Quello Di Francesco Mastriani. Un Autore Tutto Da Riscoprire; Un Vero Antesignano, Sulla Scia Della Letteratura Sociologizzante Alla Zola, Dell’ Analisi Veristica E Veritiera Del Sottoproletariato Napoletano. Certo, lo ha fatto con gli strumenti dei suoi tempi: il romanzo seriale o d'appendice, che appassiona la borghesia dell'epoca ,bisognosa di storie fantasiose ed involute e con un linguaggio particolarmente efficace e realista, ma anche, a volte, moraleggiante e didascalico quanto basta. Le sue origini popolari, ma non sottoproletarie; la buona conoscenza del Francese E Dell'Inglese, In Uno Con Avvenimenti Straordinari, Come I Fatti Del '48, La Spedizione Garibaldina Del '60 Ed Il Colera Dell' '84, Gli Consentirono, Attraverso La Scrittura A Cottimo, Una Produzione Sterminata, Ancora Tutta Da Vivisezionare, Per Quantità E Qualità. Forse solamente Matilde Serao, successivamente, ne sarà la vera erede, anche se, uscendo dai debordanti canoni mastrianei, Individuerà, Più Rigorosamente, Non Solo I Reali Mali Napoletani, Ma Anche I Rimedi, Per Incominciare, Quantomeno, A Limitarli.
Quindi, il punto è e rimane: Una Società Urbana, Fortemente Aggrovigliata, Complessa, Nonché Negativizzata Da Una Cultura Plebea, Che Possiede La Sua Intrinseca Logica E Dignità E Che Comunica Con Un Linguaggio Parlato E Mimato Particolarissimo, Può, Al Suo Interno,Trovare Capacità Di Compensazione Normalizzanti, Le Quali Conservino Anche Le Specificità Di Tale Visione Culturale Del Mondo? Questo,tornando a Mastriani ed alla Serao, Nell'Ottocento Positivista E Socialisteggiante, Sembrava, Non Solo Possibile, Bensì Altamente Auspicabile. Il Miglioramento Delle Condizioni Di Vita Delle Masse Popolari, Infatti, Era Diventato Una Vera E Propria Ossessione Per Molta Intellettualità Progressista. I Modi, Però, Di Attuarlo A Napoli, Indirizzati Prevalentemente Alla Divulgazione Dell'Istruzione, Ma Non Anche Al Recupero Sociale Profondo,Avevano Inciso,In Tal Senso,In Modo Molto Superficiale.
Lo strumento dell’istruzione di massa, pur codificato da Francesco de Sanctis, uomo del sud, in maniera lungimirante, attraverso la prima riforma scolastica dell'Italia unificata, fondandola sul Leggere, Scrivere E Far Di Conto Obbligatori, Aveva, Purtroppo, Funzionato, Come Comune Denominatore Identitario, Solo Per La Piccola Borghesia :Quella Degli Artigiani, Degli Impiegati E Dei Bottegai, Non Certo Per La Nascente Classe Operaia E Men Che Mai Per I Cafoni, I Contadini Del Latifondo. I Ricchi, Poi, Non Avevano Bisogno Della Scuola, Avevano, Infatti, Sempre Avuto Gli Istitutori. I Sottoproletari, Invece, Cioè La Stragrande Maggioranza Dei Napoletani, Semplicemente Ignorava, Per I Propri Figli, La Scuola ; Anzi, La Vedeva , Come La Coscrizione Obbligatoria , Ostile Agli Immediati Bisogni Del Pauperismo Dilagante. L'Altro Pilastro, Poi, Di Una Società Modernamente Intesa, Cioè La Famiglia Vista Quale Istituzione Formatrice Della Prole E Dei Futuri Cittadini, Era Costituita Solo Dai Minoritari Nuclei Familiari Produttivi,Che Ritenevano Un Punto D'Onore Alfabetizzare Ed Intellettualizzare I Figli. Queste due situazioni producevano, quindi, nel Meridione Ed A Napoli Un Elitarismo Sociale Non Incline Al Recupero Delle Masse Povere Ed Incolte. Del Resto, La Tradizione Intellettuale Italiana Aveva Avuto Proprio In Napoli Il Suo Baricentro Storico-Umanistico Con Benedetto Croce; Quello Scientifico Con Renato Caccioppoli. L'originale matematico, nipote di Bakunin, aveva conservato, come don Benedetto, una vena laica, però irrorata da Un Autentico Giacobinismo Marxiano. Per Gerardo Marotta, Caccioppoli Era Un Vero Intellettuale Organico, Dotato Di Personalità Magnetica. Per La Capria , Invece, Era Troppo Schierato. La sua vita, ma anche la sua morte, sono state, in ogni caso, affascinanti e misteriose. Tant'è Che Finì I Suoi Giorni, In Palazzo Cellamare, L'8 Maggio 1959, Suicida. Tranne che per Tullio Pironti, il quale, con tesi controcorrente, propone l'omicidio.
Ora, la questione è:con tale materiale umano, di alta o bassa fattura che sia, è possibile Creare Una Massa Critica Interna Capace Di Invertire Definitivamente La Tendenza Dei Destini Napoletani? È, Altresì, Possibile Che Chi Nasca All'Ombra Del Vesuvio E Si Bagni Nel Mare Di Parthenope Non Venga Necessariamente Colpito Dal Delirio Nichilista E Non Abbia Altra Alternativa Che Lasciare Il Sito Incantato, Secondo I Dettami eduardiani?
No! Non è possibile,né concepibile il Divorzio Perenne Tra L'Uomo E La natura Perfetta Di Questi Luoghi. O Meglio Sarebbe Possibile E Concepibile, Se Non Producesse Solo, Nell'Impatto A Perenne Somma Zero, Caos Indefinito, Indecifrabile E Fuorviante, Bensì Anche, Come Ragionava Il Vico, Corsi E Ricorsi Ciclici, Dai Quali Trarre, Tra L'Altro, Utili Insegnamenti Per L'Avvenire.
Ma l'ipotesi di fondo, per capire tale stato di cose, potrebbe, invece essere un'altra. Il Caos Napoletano Potrebbe Possedere Una Intima Matrice Infantile Ed Inconsapevolmente Distruttrice Di Tutto Quanto Sia Positivo E Bello Per La Città E Per Le Persone Che Vogliano Realizzarlo. Ma Questo Solamente Con Uno Scopo Ludico, Cioè Al Fine Di Giocare Intorno Anche A Temi Seri, Quali Servizi Sociali E Civili Decenti O Crescita Produttiva. Allora, A Questo Punto, Napoli Potrebbe Essere Costituzionalmente Incapace Di Autoregolarsi, Proprio Sulla Scorta Di Una Insensibilità Genetica Alle Questioni Razionali E Di Una Compresente E Profonda Sua Natura Emozionale. Se, Poi, Con L'Infantilismo Cittadino, Si Coniuga La Cazzimma Bazzariotesca , Quella Della Pura Distruttività, Mascherata Da Un umorismo Corrivo Ed Esorcizzante, Ci Ritroviamo Alla Perfetta Tempesta Psicologica Napoletana.
Se, perciò, non è possibile che Dall'Interno Della Città Proceda Una Fase Di Rinsavimento Generalizzato. Può Essa Provenire Da Fuori Le Mura Cittadine; Da Altre Città O Da Altre Nazioni? Sicuramente Questo Potrebbe Essere Possibile Ed Auspicabile, Solo, Però, Se L'Aiuto Esterno Fosse Consapevole Dei Meccanismi Particolari Che Innervano Napoli. Ma Non Pare Che Questo Sia Il Caso; Anzi Sorge Un Sospetto Cosmico: Che, Cioè, La Più Bella Città Dell'Universo, Secondo Memorie Stendhaliane, Debba Restare Così Com'è, Anche In Termini Sociali, Proprio Per Apparire Unica. In Altri Termini, L'Eteroregolazione Di Napoli Non Servirebbe Al Mondo, In Quanto La Renderebbe Uguale A Tante Altre Città, Cioè Normale. Ergo:Nessun Aiuto Dall'Esterno.”
Queste costituiscono, probabilmente, solo piccole ipotesi tutte da dimostrare. Se, però,possono aiutare a capire come se ne possa e se ne voglia uscire, non ci sembrano assolutamente: Pensieri In Libertà, Cioè Ingenui, O Inutili; Anzi, Come Scrive Raffaele La Capria , In “Ferito A Morte”, Valgono Come Salutare Ristoro, Per Guarire.
IMMIGRATION-ACT
Sta, ormai, diventando, il Leitmotiv Del XXI° Secolo E, D'Altro Canto, Se Ne Intravedono Le Avvisaglie Prodromiche Già Nel Colonialismo
Dei Due Secoli Precedenti. Le Migrazioni Dall'Africa Nera E Dal Maghreb; Dall'Asia Quieta Ed Aggressiva; Dal Sudamerica Ispanicamente Immoto; Dai Paesi Dell' Ex Patto Di Varsavia, Ad Ondate Di Difficile Governo, Si Stanno Susseguendo Nella Vecchia Europa, Politicamente Divisa, Ma Economicamente Unita Dall'Euro.
Dei Due Secoli Precedenti. Le Migrazioni Dall'Africa Nera E Dal Maghreb; Dall'Asia Quieta Ed Aggressiva; Dal Sudamerica Ispanicamente Immoto; Dai Paesi Dell' Ex Patto Di Varsavia, Ad Ondate Di Difficile Governo, Si Stanno Susseguendo Nella Vecchia Europa, Politicamente Divisa, Ma Economicamente Unita Dall'Euro.
Il riferimento storico più similare ed immediato di tanto rivolgimento epocale, non può che essere Lo Sgretolamento Dell'Impero Romano D'Occidente, Sotto I Colpi Delle Invasioni Barbariche.
Allora, Per Via Soprattutto Terrestre, In Seguito Allo Sfilacciamento Ed Alla Consunzione Dell'Apparato Statuale Imperiale, Popolazioni Incontaminate Rispetto Alla Civiltà Latina, Si Riversarono, Per Ondate Progressive E Successive, In Territorio Romano.
Non Sempre Furono Contrastate Militarmente E, Quindi, Sovente, Si Inserirono, Quando Addirittura Non Si Integrarono Con La Cultura Imperiale , Creando Quella Contaminazione Barbarico-Romana, Che Molto Spesso Fu Un Bene Per Loro.
Questo ricorso molto Vichiano Si è Prodotto, Ai Nostri Giorni, In Forme Particolarmente Diverse E, Probabilmente, Più Favorevoli Per I Nuovi Barbari. Allora, La Tecnologia Era Ancora Quella Della Ruota; Non Esisteva Alcun Trattato Bilaterale Tra L'Impero E Le Popolazioni Barbariche, Le Quali, Molto Spesso Migravano Per Trovare Nuovi Pascoli Per I Loro Armenti, Ma, Successivamente, Attratte Dalle Immense Ricchezze Dell'Impero, Si Inurbavano E Diventavano Stanziali, Acquisendo, Sovente, La Cittadinanza Romana. Insomma, Anche Se Le Condizioni Erano Di Maggiore Arretratezza Complessiva Rispetto Ad Oggi, Un Enorme Ed Universale Stato, Attraverso La Sua Civiltà Onnicomprensiva, Riusciva Ad Assorbire, Con relativa Facilità Le Migrazioni. Il Risultato Finale Fu Che, Nel Giro Di Un Paio Di Secoli, L'Impero Romano D'Occidente Crollò Miseramente, Con La Presa Di Roma Da Parte Di Odoacre, Nel 476 E La Deposizione Di Romolo Augustolo.
Lo stato unitario Italiano Ha, Invece, Conosciuto Un Fenomeno Inverso: Quello Di Ingenti Masse Di Popolazione, Quantificabili In Milioni Di Persone, Le Quali, Spinte Dal Bisogno, Sono Trasmigrate Verso Paesi Ricchi. Si incominciò negli Anni Ottanta Dell'Ottocento, Con La Crisi Agraria , La Quale Costrinse I Cafoni Meridionali Ed I Contadini Del Triveneto A Caricarsi Delle Loro Mappate, Per Imbarcarsi Dal Porto Di Genova E Dal Molo Napoletano Dell'Immacolatella Vecchia Su Navi, Che Sembravano Nuove Schiaviere, Con Destinazione:New York. Si Proseguì Con I Viaggi Della Speranza, Nel Secondo Dopoguerra, Soprattutto Verso Francia, Belgio Svizzera E Germania, Per Fare I Minatori, I Giardinieri O Gli Operai. Per la verità, Si è Anche Assistito, Tra La Fine Degli Anni Cinquanta Ed I Primi Anni Sessanta, Al Particolare Fenomeno Della Migrazione Interna Di Meridionali, Con Le Valigie Di Cartone, Verso Il Triangolo Industriale: Milano-Torino-Genova, In Concomitanza Del Miracolo Economico. Cosa Che Ha Rivoluzionato La Mappa Sociale Italiana.
Tutto Questo, Anche Se in Maniera Inversa, Dovrebbe Averci Attrezzato Sulla Questione Immigrazione Verso l'Italia. Invece, È Successo Qualcosa Di Inverosimile. Da Una Trentina Di Anni, Cioè Da Quando È Stata Completata La Decolonizzazione In Africa Ed Asia; È Caduto Il Muro Di Berlino E Si È Squagliata L'Unione Sovietica, Masse Enormi, Provenienti Soprattutto Da Paesi Sottosviluppati Di Questi Continenti E Da Quelli Che Si Sono Costituiti, Dopo La Disgregazione Dell'Impero Rosso, Hanno Incominciato A Muoversi Verso I Paesi Ricchi D'Europa. Ma, Mentre Altre Strutture Statuali, Quali Francia E Gran Bretagna Ex Colonizzatori, Oppure La Germania Poderosamente Sistemata Sotto Il Profilo Economico, Hanno Risentito Relativamente Di Tale Afflusso Epocale.
L’Italia, Priva Sostanzialmente Di Tradizioni Coloniali Migratorie E Tradizionalmente Debole Si È Ritrovata Ad Affrontare Il Problema Immigrazione In Maniera Quanto Meno Impropria Cioè Come Se Si Trattasse Di Una Questione Di Semplice Ordine Pubblico in Un Mondo Ormai Informatizzato, Che Si Va Riequilibrando In Favore Di Paesi In Rapidissimo Sviluppo Economico: Cina, India, Brasile e che, Contemporaneamente, Va Assumendo Aspetti Globali, con interscambio Di Merci, Danaro Ed Uomini, Del Tutto Vorticoso, Non Poteva Non Verificarsi Anche Un Fenomeno Migratorio Gigantesco. Le Nuove Invasioni Barbariche Hanno Preso Alla Sprovvista Un Paese Come L'Italia Ed Hanno Creato Tantissimi Problemi, Pur Compensando I Vuoti Lavorativi Per Molte Mansioni Non Più Svolte Dagli Italiani E Lasciando Un Significativo Ristoro Per La Nostra Languente Demografia E Per Le Casse Statali. L'immigrazione nostrana, per la verità, è stata affrontata attraverso una legislazione difensiva, cioè di mero contenimento dei flussi attraverso leggi-tampone. Né La Legge Martelli , Né La Turco-Napolitano E Nemmeno La Bossi-Fini , Con Impianti Ordinamentali Incardinati Sulla Burocratizzazione Della Immigrazione, Derivata Da Una Visione Esterofoba Della Stessa, Potevano Risolvere Questioni Fondamentali, Come L'Integrazione E La Clandestinità. Infatti la situazione è sotto gli occhi di tutti: nel nostro Paese esistono circa quattro milioni di immigrati regolarizzati; per quelli clandestini si fanno stime intorno al milione e le nostre coste, insieme alle frontiere continuano ad essere dei veri e propri colabrodo. L'esterofobia si riscontra soprattutto nell'ultima normativa, la quale prevede che l'immigrato, per venire in Italia debba già essere in possesso di un contratto di lavoro, considerando assolutamente ininfluenti per ottenerlo la conoscenza della lingua e della cultura italiane e scaricando tutto l'onere dei controlli sulle Questure e sulle Prefetture.
Proprio A Napoli: Sui Marciapiedi Della Ferrovia E Del Rettifilo, Si Può Constatare Con Gli Occhi E Con Le Mani Quanto Funzioni Tale Legislazione. Merci Di Ogni Tipo, Quasi Di Esclusiva Fabbricazione Cinese, Invadono I Marciapiedi, A Volte Sistemate Su Luride Lenzuola, A Volte Su Bancarelle Improvvisate Con Cartoni. I Vucumprà, Come Per Un Accordo Tacito, Si Dividono I Posti Ed Il Tipo Di Merce: Ai Senegalesi Tocca Vendere Le Borse; I Pakistani Offrono Monili Ed Anelli; I Cinesi Vendono Di Tutto; Quelli Del Bangla-Desh Poi, Ti Propinano Solo Ombrelli. La cosa riprovevole, però, non è costituita dai Vucumprà, Ma Dai Compratori Italiani E Napoletani, Che La Vedono Come Un Fatto Assolutamente Normale. Anzi, Quando Si è Tentato Di Ripristinare Un Minimo Di Legalità, Come Per Esempio è accaduto Proprio Recentemente Al Rettifilo, Dove I Vigili Urbani Avevano Sequestrato La Merce Ad Alcuni Senegalesi, La Gente Ha Fisicamente Impedito Il Sequestro, Lanciando Improperi Contro Le Forze Dell'Ordine.
Per non parlare, poi, delle Mappate Enormi Caricate, Come Se Fossero Carri-Merci, Sui Bus Che, Da Via Toledo Portano Alla Ferrovia. I Pakistani Usano, Invece, Tavole Di Compensato Rettangolari, Per Esporre Gli Oggetti E, Con Ogni Tranquillità, Te Ne puoi Ritrovare Una Nella Schiena, Se Sali Sull'R2. L'Assuefazione, Ormai, La fa Tanto Da Padrone Che La Puoi Sopportare Con Una Pazienza Degna Di Miglior Causa; Negli Ultimi Tempi, Poi, Si è Presentato Il Problemaccio Dei Rom; Provenienti Dalla Romania, Ormai Europeizzata, Hanno Letteralmente Invaso La Ferrovia E Le Zone Limitrofe, Con La Loro Merce Rubata O prelevata Dai Rifiuti. Si! Non siamo attrezzati per l'immigrazione. Forse ce lo Impedisce Il Nostro Buon Cuore Ed, In Parte, Questo è Anche Giusto, Se Si Guarda La Questione Da Un Lato Semplicemente Umanitario. Ma Non È Possibile Oscillare Perennemente Tra Lo Stato Di Polizia, Che Affida Coloro Che Entrano Nel Nostro Paese, Spinti Soprattutto Da Condizioni Miserabili, Al Manganello Ed Ai Centri Di Permanenza Temporanei Per I Clandestini E La Pietà Pelosa Di Coloro Che Sfruttano Brutalmente I Raccoglitori Di Pomodori Nei Campi Del Casertano.
Stabilito che non paga, o paga malamente, la Finta Repressione Nei Confronti Di Persone Che Devono Fuggire Dalle Persecuzioni, O Dalla Miseria Negli Stati Di Origine, In Quanto, Nel Migliore Dei Casi, Diventano Clandestini, o border-Line, Nel Peggiore, Vittime Della Malavita Organizzata, Che Ha Tutto L'Interesse Nello Sfruttare I Nuovi Schiavi.
Considerato che la Solidarietà Pelosa , Da Parte Di Alcuni Cittadini Napoletani, Nei Confronti Dei Neri Che Vendono Lungo I Marciapiedi Del Rettifilo, O Addirittura Dei Rom Che Spacciano Monnezza Per Merce, Sotto Il Monumento A Garibaldi, Nell'Omonima Piazza, Non Si Rivela Altro Che Ottusa Connivenza.
Ribadito che il Pendolo Di Queste Anomalie Non Può Oscillare In Eterno, Pena La Definitiva Degradazione Materiale E Morale Di Tutta La Società Napoletana. Per questi motivi, Secondo La Legge Del Buon Senso, Sarebbero Auspicabili Questi Correttivi In Materia Di Immigrazione. La Legislazione Repressiva Andrebbe Ridotta Ed Equilibrata, In Favore Di Una Normativa Ad Assorbimento Contingentato. All'interno Di Tale Normativa, Nello Specifico, Andrebbero Previste: Le Agenzie Territoriali Per L'Immigrazione,Gestite Dai Comuni, O Da Consorzi Di Comuni, In Funzione Della Prima Accoglienza E Di Una Dignitosa Sistemazione Economica E Sociale Delle Persone Immigrate. L'Assorbimento Di Tali Persone Dovrebbe Essere Diluito Già Alla Fonte, Cioè Nei Paesi Di Origine, Attraverso Tante Reti Diplomatiche Bilaterali, Che Potrebbero Stabilire I Flussi, Nell'Ottica Di Uno Scoraggiamento Della Migrazione. Questa Dissuasione Dovrebbe, Di Necessità, Prevedere Aiuti Consistenti Dei Paesi Ricchi Allo Sviluppo Produttivo Ed Alla Crescita Civile Nei Paesi Di Origine. La Legislazione Nazionale Potrebbe E Dovrebbe, Poi, Prevedere Una Completa Integrazione Degli Immigrati Che Avessero Una Congrua Sistemazione Economica, Insieme Ad Una Sufficiente Padronanza Della Lingua E Della Cultura Italiane, Attraverso L'Acquisizione Gradualizzata Della Cittadinanza.
Queste costituiscono solo alcune e per niente esaustive proposte da buttare sul tavolo, per incominciare, quantomeno, ad affrontare un “Problema", Che, Alla Lunga, Potrebbe Risolvere Il Nostro Futuro. L'Immigration-Act, Per L'Italia, Ma Soprattutto Per Napoli, Potrebbe, Infatti, Rivelarsi La Legislazione Della Soluzione Tanto Sperata!
Nota Bene: Capodanno Cinese, Con Anno Del Coniglio, Ai Primi Di Febbraio 2011. È La Prima Volta Che A Napoli Viene Festeggiato Il Primo Dell'Anno Mandarino; A Voi Le Implicazioni!
TOTò PIANGE NAPOLI CHE RIDE
Per il momento nessuna salvezza. La speranza è, ormai, ridotta ad un Cannellotto Quasi Completamente Consumato. Lo Sfregio Subìto Dal Principe Di Bisanzio È Stato Una Devastazione Calcolata Da Un Popolo Ladro O Da Un Popolo Livellatore? La reazione sdegnatissima della figlia Liliana alla notizia Del Furto Sacrilego Del Blasone Del Principe Della Risata Ed Il Suo Commento: Napoli L'Ha Tradito, Dicono Solo Della Valenza Trivialmente Volgare E Materiale Del Gesto. Ma, se all'interno di questa probabile ed indegna ruberia su commissione si nascondesse, come in una Matrioska, L'Ultima Beffa Dell'Anima Napoletana? CioèLa Voglia Profonda Di Riportare Il Principe De Curtis All'Arte Di Totò?
Per il momento nessuna salvezza. La speranza è, ormai, ridotta ad un Cannellotto Quasi Completamente Consumato. Lo Sfregio Subìto Dal Principe Di Bisanzio È Stato Una Devastazione Calcolata Da Un Popolo Ladro O Da Un Popolo Livellatore? La reazione sdegnatissima della figlia Liliana alla notizia Del Furto Sacrilego Del Blasone Del Principe Della Risata Ed Il Suo Commento: Napoli L'Ha Tradito, Dicono Solo Della Valenza Trivialmente Volgare E Materiale Del Gesto. Ma, se all'interno di questa probabile ed indegna ruberia su commissione si nascondesse, come in una Matrioska, L'Ultima Beffa Dell'Anima Napoletana? Cioè
Sicuramente è meglio pensare questo, per non spegnere completamente il Cannelotto Della Speranza E Per Riportare A Gesto Simbolico, Anche Se Gravissimo, Il Furto Di Uno Stemma Cimiteriale, Che Sa Tanto Di Livellamento Di Classe. Certo, come scrive Goffredo Fofi, se Anche La Morte È Dissacrata Da Un Plebeismo Avido E Non Bastano Nemmeno Le Insuperabili Risate Di Un Guitto Universale A Coprire, Con Un Alone Di Sacralità E Di rispetto, Il Riposo Del Principe De Curtis, Vi È Qualcosa Di Antropologicamente Cambiato In Questa Città. Il livellamento verso il basso, tanto deprecato da Pasolini, soprattutto in un posto sottoproletariamente naïf come Napoli, spinto in maniera ineffabilmente beata da una televisione sempre più cattiva maestra, sembra non avere fine e Non Se Ne Vede L'Arresto, Se Non Attraverso Una Rivoluzione Culturale Invertita, Cioè Dall'Alto Verso Il Basso. Inversione Di Tendenza Che Parta Da un Punto Di Non Ritorno, Il Quale Faccia Leva Sulla Vera Cultura Sottoproletaria Partenopea. Quella, Per Intenderci, Dei Mastriani, Dei Gemito, Degli Scarpetta, Dei Viviani, Dei De Filippo. Ma, Anche Di Roberto De Simone E Di Pino Daniele. Per Non Parlare Di Quella Di Totò, Che Di Lassù Non Avrà Versato Una Sola Lacrimuccia Sul Fattaccio, Per Uscirsene, Poi, Con:”Sit' Sulo Puparuole Senza Semment'.”
Post-scriptum: ritrovato il blasone del Principe de Curtis Da Una Polizia Efficientissima, Che Ha Tenuto Sotto Pressione La Ladreria Partenopea E Che È Stata Coadiuvata Da Molti Confidenti E Da Molti Volontari. Il Tutto, Quindi, Viene A Fagiolo Per Dimostrare, Se Ve Ne Fosse Bisogno, Che La Questione Napoletana Può Essere Avviata A Soluzione Solo Da Un Gigantesco Ottimismo Della Volontà!
IL RITORNO DI MUTI!
Ecco una fondamentale oscillazione dell' “Ago Napoletano” Verso L'Alto. Riccardo Muti, Osannato Da Tutto Il Mondo Musicale, Corteggiato Da Tutte Le Orchestre Sinfoniche Della Terra, Richiesto Da Tutti I Teatri Lirici Del Globo, Ha Firmato Un Contratto Con Il San Carlo E, Da Dicembre Del 2010, Potrà Collaborare Con Il Massimo Partenopeo. Le avvisaglie di questo vero e proprio ritorno di fiamma, in verità, si erano già avvertite con i concerti del Febbraio e del Maggio Del 2009 e,ancor più, con la difesa, a spada tratta, di Roberto De Simone Nella Querelle Nei Confronti Di Velardi. Questo Non È Un Ritorno Qualsiasi. Si Tratta Del Rientro Di Un Grande Napoletano Per Il Riscatto. Lo Ha Ammesso Lui Stesso, Quando Ha Decisamente Affermato Che: Il Massimo Partenopeo Deve Diventare Il Fulcro Della Rinascita Della Città, AttraversoLa Sinergia Con Il Glorioso San Pietro A Majella E Con Tutte Le Istituzioni Culturali Cittadine.
Ecco una fondamentale oscillazione dell' “Ago Napoletano” Verso L'Alto. Riccardo Muti, Osannato Da Tutto Il Mondo Musicale, Corteggiato Da Tutte Le Orchestre Sinfoniche Della Terra, Richiesto Da Tutti I Teatri Lirici Del Globo, Ha Firmato Un Contratto Con Il San Carlo E, Da Dicembre Del 2010, Potrà Collaborare Con Il Massimo Partenopeo. Le avvisaglie di questo vero e proprio ritorno di fiamma, in verità, si erano già avvertite con i concerti del Febbraio e del Maggio Del 2009 e,ancor più, con la difesa, a spada tratta, di Roberto De Simone Nella Querelle Nei Confronti Di Velardi. Questo Non È Un Ritorno Qualsiasi. Si Tratta Del Rientro Di Un Grande Napoletano Per Il Riscatto. Lo Ha Ammesso Lui Stesso, Quando Ha Decisamente Affermato Che: Il Massimo Partenopeo Deve Diventare Il Fulcro Della Rinascita Della Città, Attraverso
Sarà, non ne dubitiamo, un Work In Progress Verso Il Recupero Di Tutte Le Eccellenze Napoletane, Ai Fini Della Complessiva E Progressiva Normalizzazione.
Qualcuno,probabilmente, in città sta già incominciando a storcere il naso per tale rientro. Non ci dispiace.Significa Che Muti Ha Colto Nel Segno! Ha Capito Che Bisogna Separare Il Grano Della Napoletanità Dal Loglio Della Napoletaneria; La Cultura Dal Culturame. Chi Più Di Riccardo Muti, Nato E Formatosi A Napoli, Potrebbe Dare Un Decisivo Impulso A Questa Benedetta Operazione?
Con quest'aria mefitica, che respiriamo a tutto spiano, un po' di enfasi non guasta: Ben Ritrovato Muti, Perché Napoli Viva!
Nota dolente: Radio Tre, Alle 6 Del 4 Febbraio 2011, Comunica Il Ricovero Di Riccardo Muti, Per Sopraggiunto Malore, Presso Un Ospedale Di Chicago (Usa). Non Crediamo Alle Persecuzioni Di Un Destino Cinico E Baro, Perciò Che Riccardo Viva!
IL POPOLO CHE SI RENDE INFELICE!
"Zì Prè 'O Cappiell' Và Stuort'”- apostrofa lo scugnizzo -”Accussì 'Adda 'I”- risponde il prete. Botta e risposta fulminanti, nate d'impronta nel teatrino di una strada napoletana, in altri tempi, per fotografare precisamente i Caratteri Predominanti Tra Gli Abitanti Di Parthenope: Lo
"Zì Prè 'O Cappiell' Và Stuort'”- apostrofa lo scugnizzo -”Accussì 'Adda 'I”- risponde il prete. Botta e risposta fulminanti, nate d'impronta nel teatrino di una strada napoletana, in altri tempi, per fotografare precisamente i Caratteri Predominanti Tra Gli Abitanti Di Parthenope: Lo
Sfottò Ed Il Conformismo. Due Caratteri Che Sanno Molto Di Pendolismo; Di Oscillazione Perenne Tra Una Forma Di Autodifesa, Attraverso La Parodia E La Corrività A Qualsivoglia Forma Di Potere.
È possibile che i vari Passaggi Storici
Abbiano Robustamente Contribuito A Forgiare Tale Visione Del Mondo. Ma È Molto Più Probabile CheLa Pigrizia Fattuale ; Il Non Agire Mai Controcorrente , Ma Sempre Di Conserva, Possano Derivare Da Un Connubio Tra Il Clima Che Ottunde I Temperamenti Volitivi E La Predisposizione Ad Un Determinato Destino, Alla Sorte Che Si Deve Svolgere In Modo Preordinato, Perché, Altrimenti, Potrebbe Venire Peggio.
Abbiano Robustamente Contribuito A Forgiare Tale Visione Del Mondo. Ma È Molto Più Probabile Che
Insomma è connaturato al Napoletano Medio Un Timor-Panico Per Gli Avvenimenti Incombenti, Proprio Perché Stanno Sopra, Cioè Incombono. Il Superno, Perciò, In Questo Caso Corrisponde Al Sovrumano, Al Soprannaturale, Che In Alcun Modo Può Essere Modificato Dal Terreno, Quindi Deve, Di Necessità, Essere Accompagnato, Mai Cambiato , Nel Suo Svolgersi Sempiterno. Ora, Questo Atteggiamento Di Pedissequa Subordinazione Alle Cose Dell'Aldilà Provoca Delle Strette Conseguenze. In Primis: La Corrività Non Può Che Produrre Servaggio Ed Il Piegamento Della Schiena Di Fronte Al Sovrumano Significa Solo: Cercare Di Renderlo Benigno Nei Confronti Dei Napoletani. In Secundis: L'Aldilà Costituisce Il Massimo Potere, Perciò Provoca Nel Succube Umano Una Metamorfosi Genetica, Cioè Il Progressivo Svuotamento Della Volontà Del Soggetto, Fino All'Assunzione Della Pavidità Come Seconda Pelle.
Di fronte al sovrumano, invece, il napoletano-medio, memore dei sacrifici pagani e non potendone più offrire, si è attrezzato con un degno sostitutivo:Gli Scongiuri. Di Solito, La Messa Cantata Pagana Viene Officiata Da un Gobbetto, Con La Palandrana Ed Il Cilindro, Armato Di Corno E Di Incensiere, Che Sostituisce Il Salmo Con:”Ascit' Fora Maluocchi Dà Casa 'E Stù Cumpar'; Sciò Sciò Ciucciuvè!” Ed Offre Sacchetti Di Sale Grosso Da Lanciare Dietro La Schiena , Onde Evitare Qualsivoglia Guaio.
Sarebbe più inutile che superfluo cercare una “Ratio” in tale patologico atteggiamento di sudditanza agli avvenimenti nefasti, ma, a volte, anche fasti. Forse sarebbe opportuno, invece, ipotizzare, quale spiegazione plausibile una Fisiognomica Territoriale Vulcanica, Di Stampo Dellaportiano, La Quale Influisca Organicamente Sulla Mentalità Collettiva Nostrana: Da Una Parte, I Campi Flegrei, Terra Che Continuamente Balla Ed Arde E Che, Come Se Fosse Una Madre, Ha Innestato Nel Napoletano Il Gene Dell'Arguzia Sottesa. Dall'Altra Lo Sterminator Vesevo, Che, Con I Suoi Riposi Traditori E Con Le Sue Furie Distruttrici, Le Fornisce, Come Se Fosse Un Padre, La Linfa Vitale Per Le Rivolte Cicliche, Che, Molto Spesso, Servono Come Semplice Sfogatoio Sociale.
Alla Ferrovia, Sulla Parete Di Un Palazzo Umbertino, Una Lapide Dedicata A Di Capua E Gambardella, Annerita Dal Tempo E Dallo Smog e Riportata All'Antico Splendore Lapideo, Anche Se Autocelebrativo, Da Gloriana, È Stata Perdipiù Dotata Di Un Faro, Che La Illumina Nella Notte Napoletana. Il Guaio È Che Quel Faro, Il Più Delle Volte, È Spento; Ma, Improvvisamente, Può Essere Acceso, Ad Libitum Di Qualche Moderno Candelaio, Per Illuminare I Bassorilievi Di Due Tra I Massimi Cantori Della Melodia Partenopea E Far Risaltare I Versi Che Ne Descrivono L'Arte. Ora. Potrebbe Essere Che il Candelaio Sia Invidioso Dei Suoi Celebri Conterranei E, Perciò, Non Intenda Illuminarne Le Effigie. Potrebbe Anche Essere Che Voglia Semplicemente Fare Un Dispetto Alla Piazza Ed Ai Passanti, Perciò Illumini Il Marmo A Ciclo Discontinuo. Se Fossimo Nel Regno Del Buonsenso, L'Illuminazione Non Solo Sarebbe Continua, Ma Anche Benvenuta, Per Consentire, Tra L'Altro, Ai Turisti Di Godere Di Quel Monumento. Ma Siamo Nel Regno Dell'Uterinismo, Non Per Niente Napoli È Femmina, Perciò Amiamo, Anche, Farci Del Male A Scadenza Quasi Fissa, Ergo La Lapide Non Può Che Seguire I Ritmi Dei Cicli Sociali Ed Individuali Nostrani.
Tutto questo, nella sua Apparente Illogicità, Possiede Una Propria Intrinseca Logica: Quella Della Prossimità.
Napoli Non è Una Città. È Un'Anima Che Respira E Si Nutre Di Familismo. Cioè, Io Non Ti Riconosco Mio Concittadino, Essendo Nato Qui Ed Esercitando I Miei stessi Diritti E Doveri, Bensì Ti Posso Conoscere Mio Fratello O Mia Sorella (Non A Caso L'Intercalare Più Frequente A Napoli è 'O Frate, 'A Sora) Oppure Ti Posso Conoscere Mio Compare, O Mio Zio (Questi Costituiscono Due Altri Diffusissimi Intercalari, Per Intercettare Affettivamente Una Persona) In Ogni Caso Ti Conosco Come Mio Prossimo, Solo Perché Ho Avuto A Che Fare Con Te, Per Aiuto, Consiglio, Confidenza, Complicità, Inciucio, O Quant'Altro; Perché Mi Hai Benedetto, Oppure Maledetto, Mai, Perché Appartieni Alla Mia Stessa Comunità Statuale, O Locale.
Napoli Non è Una Città. È Un'Anima Che Respira E Si Nutre Di Familismo. Cioè, Io Non Ti Riconosco Mio Concittadino, Essendo Nato Qui Ed Esercitando I Miei stessi Diritti E Doveri, Bensì Ti Posso Conoscere Mio Fratello O Mia Sorella (Non A Caso L'Intercalare Più Frequente A Napoli è 'O Frate, 'A Sora) Oppure Ti Posso Conoscere Mio Compare, O Mio Zio (Questi Costituiscono Due Altri Diffusissimi Intercalari, Per Intercettare Affettivamente Una Persona) In Ogni Caso Ti Conosco Come Mio Prossimo, Solo Perché Ho Avuto A Che Fare Con Te, Per Aiuto, Consiglio, Confidenza, Complicità, Inciucio, O Quant'Altro; Perché Mi Hai Benedetto, Oppure Maledetto, Mai, Perché Appartieni Alla Mia Stessa Comunità Statuale, O Locale.
L'unico filo rosso che Qui Regola I Rapporti Economici, Sociali, Politici è Quello Della Personalizzazione; Qui Qualsiasi Interlocutore è Pesato Soltanto Sotto Il Profilo Umano E Tutto Il Resto Si Disperde Semplicemente In Uno:Scusate, Vi Conosco? L'Emotività è Tutto. Non Si Riconosce E, Purtroppo, Non Si Vuole Riconoscere Altra Legge, Se Non Quella Del Sangue, Più O Meno Diluito Che Sia.
Quando, poi, qualche Profeta Disarmato Tenta Di Introdurre Regole Astratte Ed Anonime, In Un Primo Momento Viene Semplicemente Ignorato, Per Essere, Successivamente, Fagocitato, Attraverso Sottili Riti Persuasori, O Intimidatori, Che Evidenziano L'Inutilità, La Dispersività E La Disperatezza Dello Sforzo Profuso.
Se ai Napoletani Piace Farsi Del Male; Essere Dei Masochisti In Sedicesimo, Voi Che Venite Da Fuori Non Prendetevela Con Loro; Prendetevela Con La Prossimità ! Cercate Questa Divinità, Che Ama Il Rapporto Di Sangue, Non Quello Di Carta E, Quando La Avrete Trovata , Abbattetela!
Non sarà, però,una passeggiata, perché Anche Se Avrete Distrutto L'Idolo Ed Avrete Promulgato Editti Proibitori, Casa per Casa, Risulterà Difficilissimo Strapparla Dal Cuore Dei Partenopei E Cacciarla Dal Loro Sangue, Ormai Profondamente Infettato. Forse, Però, Si Potrebbe Tentare Un Escamotage Antropologico, Per Giungere, Eventualmente, Ad Una Prossimità Perlomeno Efficiente. Se, Per Esempio, Si Ingentilisse Ciascun Ukaze, Ogni Editto, Qualsivoglia Norma, Con Uno: Scusate. Se Si Preponesse Un 'O Zì Ad Ogni Verbale, Multa, O Contravvenzione Irrogata Nel Perimetro Cittadino. Se Si Intercalasse Con 'O Frat' L'Inibizione Di Ogni Sversamento Di Monnezza Proibito, è Quasi Certo Che La Legge Verrebbe Volentieri Rispettata; La Contravvenzione Sarebbe Pagata Con Piacere; Non Si Vedrebbe Un Solo Sacchetto Sversato Fuori Orario, A Pagarlo A Peso D'Oro E Così Elencando.
Se lo Spagnoleggiare Può Servire, Per Rendere Più Accettabile E Civile La Città , Ben Venga! Napoli Val Bene Uno: Scusate Di Troppo!
E, poi, perché Continuare Indefessamente E Monotonamente A Farsi Del Male? Napoli, La Fascinosa Sirena , Non Vale, Forse Qualcosa Di Più E Qualcosa Di Meglio?
LEZIONI DI STORIA
Ancora una iniziativa culturale. Ma Questa Volta Del Massimo Spessore: Giuseppe Galasso Coordina Una Biografia Di 25 Secoli Di Napoli. Si Tratta Di Dieci Lezioni, Aperte Al Pubblico, Tenute Ai Più Alti Livelli Accademici, Sulla Città E Sulla Sua Storia Plurisecolare. Cultura Divulgativa Sviluppata In Maniera Alta, Presso L'Auditorium Della RAI Di Fuorigrotta, Ma Anche Sminuzzata A Tutte Le Persone Appassionate, O Anche Soltanto Interessate Alla Storiografia Locale. Plaudiamo Vivamente! Ci Preme Unicamente Una Domanda, Diciamo Tecnica. ComeMai Non è Stato Trattato Il Periodo Normanno-Svevo?
Ancora una iniziativa culturale. Ma Questa Volta Del Massimo Spessore: Giuseppe Galasso Coordina Una Biografia Di 25 Secoli Di Napoli. Si Tratta Di Dieci Lezioni, Aperte Al Pubblico, Tenute Ai Più Alti Livelli Accademici, Sulla Città E Sulla Sua Storia Plurisecolare. Cultura Divulgativa Sviluppata In Maniera Alta, Presso L'Auditorium Della RAI Di Fuorigrotta, Ma Anche Sminuzzata A Tutte Le Persone Appassionate, O Anche Soltanto Interessate Alla Storiografia Locale. Plaudiamo Vivamente! Ci Preme Unicamente Una Domanda, Diciamo Tecnica. Come
Se il consenso possiede un senso, per la verità, Le Lezioni Non Solo Sono State Accademicamente Centrate, Ma Anche Democraticamente Elette. La Folla , Infatti, Che Si è Accalcata Presso L'Auditorium, Rivela Tale Doppia Positività. Insomma, Il Passato Civile Della Storia Patria Coinvolge, Si Può Dire Emotivamente, I Cittadini Napoletani. Si Può, Dunque, Anche Affermare Che A Napoli Non Esista Soltanto Il Medio-Mediocre, Ma Anche Il Medio-Alto? Che, Cioè, Un Comune Afflato Civile Possa Coinvolgere Sia Il Napoletano Colto, Sia Il Napoletano Di Scarsa Cultura, Ma Fondamentalmente Perbene? Questa Si Può Rivelare Una Chiave Di Lettura Seducente, Visto Che Il Consenso All'Iniziativa Risulta Indubbiamente Generalizzato, Per Quanto Riguarda La Stratificazione Sociale Presentatasi All'Appuntamento.
L'ipotesi di una “Saldatura Organica Tra L'Intellighenzia E La Borghesia Produttiva Napoletane, Auspicata Da Tanti Insigni Meridionalisti, Potrebbe Potenzialmente Essere Presente In Situazioni Del Genere, Dove Si Tratta Delle Vicissitudini Storiche Di Una Città Particolarissima E Dove Si Avverte Nell'Aria Un Idem sentire Tra Coloro Che Stanno In Cattedra E Coloro Che Interessatamente Ascoltano. Ma è Facile Lasciarsi Ingannare Da Semplici Afflati, Forse Solo Pii Desideri Di Persone Che Tendono Al Bello Ed Al Buono, Ma Che, Dopo La Lezione , Quasi Ottusamente Ed In Contrasto Con Il Loro Pensiero, Si Lasciano Trascinare Acriticamente, Invece, Da Un Retropensiero Esiziale Per Questa Città: L'Ineluttabilità Del Suo Destino Gramo E,Quindi,Si Abbandonano Ad Una Inazione Disperante, Invece Di Tradurre Conseguentemente In Azione Il Convincimento Che Sia, Non Solo Auspicabile, Bensì Possibile, Un Recupero Normale Della Vita Cittadina.
Può sembrare singolare che delle Lezioni Di Storia, Quindi Qualcosa Di Barbosamente e Scolasticamente Propinato, Abbiano Potuto Trasversalmente Interessare Tante Persone. Ma Questi Costituiscono I Paradossi Della Cultura Disvelata. Per Esempio: La Lezione Di Vera Falkenhausen Su Napoli Bizantina E Ducale, Un Periodo Semisconosciuto, Ma Fondamentale Per Il Divenire Storico Della Città, Ha Attratto Più Di Mille Persone E La Relatrice Ne E' Rimasta Meravigliata E Commossa. Ora, Quando Una Lezione Viene Religiosamente Ascoltata Da Un Numero Di Cittadini Pari Alla Popolazione Di Un Piccolo Comune, Probabilmente Cessa Lo Spirito Cattedratico Della Stessa Ed Esso Può Diventare Un Coinvolgente Racconto Sul Nostro Passato. Questa è Stata Una Piacevolissima Sorpresa:La Trasformazione Di Una Lezione In Una Kermesse Popolare. Se Ne Chiede, Pertanto, La Replica Al San Carlo, Sia Per La Più Favorevole Logistica, Sia Per Il Significato Altamente Simbolico Del Luogo E Dell'Argomento!”
Una città allo sbando come questa,in questo momento, Ha Bisogno Come L'Aria Di Certezze E Cosa Più Di Un Ritorno Al Passato, Piacevolmente Ragionato, Potrebbe Contribuire A Produrre Quel Network Di Intelligenze Portatrici Di Valori, Non Di Disvalori, Dei Quali Nascostamente, Ma Fondamentalmente, Abbiamo Voglia?
Non è, né intende essere un Appello Retorico Ai Napoletani Di Buona Volontà, Che Apprezzano Tali Iniziative. Intende Solo Ricordarci Che Le Orme Del Passato, A Volte, O Quasi Sempre, Servono A Farci Lasciare Anche Tracce Di Buone Pratiche Civiche Per Il Presente Ed Il Futuro!
Mai Titolo Si è Rivelato Più Fuorviante. La Foto Non è Di Forcella, Bensì Di Via Tribunali. Di Panni Stesi A Forcella, Da Un Lato All'Altro Della Strada, In Questo Lunedì, 14 Di Settembre Del 2009, Non Se Ne Vede Nemmeno Uno, A Pagarlo A Peso D'Oro.
I PANNI DELLA ROBERTS
Come volevasi dimostrare! Niente di più “Classico Del Set Apparecchiato A Napoli, Per Un Film Internazionale Con Julia Roberts, Al Fine Di Confermare, Se Ve Ne Fosse Bisogno, Che, In Questa Città,La Fantasia , Ormai Globalizzata, Della Sua Immagine, Supera, Di Gran Lunga, La Realtà. Il pezzo del più importante quotidiano del Mezzogiorno Titola Proprio Così: Panni Stesi A Forcella Per La Roberts , Con Annessa Foto A Colori.
Come volevasi dimostrare! Niente di più “Classico Del Set Apparecchiato A Napoli, Per Un Film Internazionale Con Julia Roberts, Al Fine Di Confermare, Se Ve Ne Fosse Bisogno, Che, In Questa Città,
Ora, questa doppia menzogna, che si intreccia subdolamente con la Richiesta Dei Giannizzeri Del Regista Ryan Murphy, Che, Per Girare Scene Oleografiche Di: “Eat, Pray, Love” (Mangia, prega, ama) Tratto Dal Romanzo Di Elizabeth Gilbert, Hanno Bussato Porta Per Porta, In Via Tribunali Ed Hanno Esplicitamente Chiesto Alle Casalinghe Napoletane Di Poter Stendere Fili Da Un Lato All'Altro Della Strada, Per mettere I Panni, Pretendendo Anche Di Scegliere Quelli Più Chiassosi E Sgargianti, Risulta Essere Una Vera E propria Folgorazione. Infatti, questa Smargiassa Richiesta Illumina, In Maniera Chiarissima Ed Esaustiva, L'Interpretazione Che Il Resto Del Mondo Da Di Napoli. Una Interpretazione Corriva E Cialtronesca, La Quale Sostiene , In Maniera Assolutamente Ottusa, Che Questa Città Sottenda Un Teorema Necessariamente Riduttivo Sulle Capacità Positive E Propositive Di Raggiungere La Normalità. Insomma , Sempre Più Napoletaneria Per Napoletanità, Perché Questo Risulta Conveniente Ed Organico Per Tutti Gli Altri, In Modo Che Venga Sfruttato Anche Commercialmente, A Completo Detrimento Di Napoli Stessa. La cosa Peggiore, Però, Non è Tanto Questa, Quanto La Passività , L'Ottundimento, Con I Quali La Grande Maggioranza Dei Napoletani Accoglie, Anzi Ritiene Naturale Ed Encomiabile Tale Laida Immagine. Torniamo A Forcella: Se Il Topos È Sbagliato; Uno Scambio Di Strade Caparbiamente Invertito; La Proposta Alle Casalinghe Partenopee: La Stesa Dei Fili E L'Accurata Scelta Dei Panni, Dove Non Esistono, Da Tempo, Né Più Fili, Né Più Panni Rivela Una Deteriorata Oleografia Di Ritorno Dannosissima Anche E Soprattutto Per Coloro Che La Ricercano A Tutti I Costi. Dannosa E Deleteria, Quindi, Per La Domanda E Per L'Offerta, A Tal Punto Che Può Andare A Sfociare Soltanto Nel Grottesco. Se quelli che stanno fuori non se ne accorgono Dipende Solo Dal Fatto Che Quelli Che Stanno Dentro, Per Una Comoda Ottusità, Lo Consentono. Infatti, I Nativi Non Sanno Nemmeno Di Essere Cambiati, Ormai, Da Tempo. Napoli Sarà Cambiata Male, Ma, Infine, è Cambiata, Per Merito O Demerito Del Consumismo E Della Televisione. Paradossalmente, Anche Se Inconsapevolmente, è Molto Più Matura Dei Suoi Descrittori, Che L'Hanno Ingessata E Continuano Ad Ingessarla, Attraverso Stereotipi D'Accatto, Pretendendo Di Fermarla Nel Tempo Una Volta Per Tutte. Se una Parte Di Napoli Resta Ottusa E Questo è Grave, L'Ottusità Del Resto Del Mondo, Il Quale Pretende Ancor Oggi, Nel Villaggio Globale, Di Tenerla Prigioniera In Un Film Farsesco, Attraverso Meccanismi Comportamentali Superatissimi, Risulta Abissale. Se vogliono rinchiuderci tutti in un “Ghetto Tribale”, Costringendoci, Senza Alcuna Distinzione, A Recitare La Parte Dei Buoni Selvaggi, Delle Scimmie Giocose, Senza Alcuna Via Di Fuga, Non Solo Non Andranno Lontano, Ma Avranno Robustamente Contribuito Alla Definitiva Distruzione Di Questa Città, Sotto Tutti I Profili, Salvo, Poi, Pentirsene Molto Amaramente. Le Mutande, Fatte Stendere Con Subdola Forza, Potrebbero Renderli Definitivamente Impotenti!
La Duchesca Del Duca Alfonso, Invece, Ha Lasciato Solo La Lieve Traccia Del Toponimo Stradale, In Una Parallela Del Corso Garibaldi, Chiamata, Proprio, Via Alfonso D'Aragona, Dove è Allocato Uno Dei Più Rinomati Ristoranti Della Città: Mimì Alla Ferrovia. Il Fantasma Del Duca Alfonso Ha Avuto, Però, Pietà Dei Luoghi Ed Ha Fatto In Modo Che Incominciassero Ad Essere Risanati, Facendovi Insediare Una Attività Alberghiera Di Alto Livello E Sottraendoli All'Abusivismo Dei Pannazzari, I Venditori Di Abbigliamento Su Bancarella, Attraverso Il Rifacimento Di Via Mancini.
La Reazione Dei Pannazzari Allo Sgombero Del Mercato Di Via Mancini È Stata Dura, Talmente Dura Che Non Si È Potuto Procedere All'apertura Del Cantiere, Se Non Attraverso un Blitz Notturno Interforze, Che Ha Occupato Militarmente Il Posto, Creando Un'Altissima Tensione Per Molti Giorni, Finché Non Si è Trovata Una Sistemazione Alternativa Per I Bancarellari, In Piazza Leone.
DUCHESCA RINOBILITATA?
Vi è stato un tempo nel quale i siti ad Oriente Di Portacapuana Invitavano Al Soggiorno, PerLa Loro Amenità Naturalistica. La Dinastia Aragonese Fu Una Convinta Estimatrice Di Tali Ridenti Luoghi, Tanto Che Alfonso, Duca Di Calabria, Scelse Il Sito Subito A Ridosso Delle Mura, Per Costruirvi Una Villa Di Delizie. Altrettanto Fece Re Federico, Il Quale Predilesse I Declivi Tufacei, Che Costituiscono Le estreme Propaggini Orientali Del Dorso Flegreo, Per Edificarvi Una Casa Di Campagna Grandiosa E Lussuosa. Sia Dell'Una Che Dell'Altra Non Sussistono Tracce. In Compenso Sono Rimasti I Toponimi: Duchesca, Poggioreale, Casanova.
Vi è stato un tempo nel quale i siti ad Oriente Di Portacapuana Invitavano Al Soggiorno, Per
Il principio dei contrasti che, poi, si applica quasi sempre alle scelte umane meno avvedute Ha Reso I Primi Due Siti Conniventi, Attraverso Una Vera E Propria Linea Da Bolgia Dantesca: Camposanto-Carcere-Casbah. Manco A Crederci, Si Tratta Di Tre C Nelle Quali Si Assomma Il Massimo Delle Negatività: Morte-Pena-Delinquenza.
Regno dei Borseggiatori E dei Paccottisti,La Duchesca , Nonostante In Tempi Passati Fosse Diventata Il Terreno Di Elezione Redentoria Di Un Grande Santo: Giuseppe Calasanzio, Dedito Particolarmente Alla Educazione Ed Al Recupero Dei Giovani, Ha Inesorabilmente Risentito, Poi, Con Il Passare Dei Secoli, Di Un Degrado Umano, Aggravatosi Con Il sacco Edilizio Ottieriano, Che, Abbattendo La Chiesa E L'Annesso Convento Della Maddalena Sulla Collina: Ave Gratia Plena E Costruendovi Un Alveare Di Cemento Armato, Ha Completamente Sfilacciato Le Relazioni Sociali Della Zona, Gettandole Nell'Imbarbarimento Più Totale. Per la verità, la villa di campagna di Re Federico Fu Edificata Anche Grazie Al Generoso Contributo Del Protonotario: Fabio Degli Incarnati,Il Quale Ha Lasciato Due Tracce: Una Toponomastica, Nel Risanato Rione Casanova, Intitolata, Proprio: Via Degli Incarnati; L'Altra Stirpesca, In Una Discendenza, Successivamente Invillanitasi Tra I Meandri Del Sebeto E Le Colline Di Poggioreale, In Località Porchiano.
Regno dei Borseggiatori E dei Paccottisti,
Tutto bene quel che finisce bene? No! Tanto per gradire, i Pannazzari Abusivi Ne Hanno Subito Approfittato, Per Insediarvisi.
L'ottusità, purtroppo, regna sovrana a Napoli! Quando si pensa di aver raggiunto un minimo di normalità, il pendolo, invece di fermarvisi, ricomincia di nuovo ad oscillare tra l'indifferenza ed il menefreghismo, distruggendo sistematicamente quello che si era appena costruito.
Che si può fare? Semplicemente Rimboccarsi Le Maniche E Martellare Fino Al Punto Di Non Ritorno,Per Cercare Di Dissuadere Questa Umanità Dolente Dalla Sua Indolenza Mentale,Che Rasenta L'Autolesionismo E Renderla Consapevole Di Se Stessa.
Farle capire che non esiste solo l'abuso delle strade e delle piazze di Questa Città, Ma Anche Il Loro Uso, Per Creare Lavoro Vero, Non Arrangiamenti Continui, Che Lasciano Il Tempo Che Trovano. È Necessario, Infine, Che Tutti Capiscano La Convenienza Della Bonifica Sociale, Alla Quale è Opportuno Che Segua, Naturalmente, Quella Culturale, Per Il Bene Di Tutti. È Evidente Come Tali Bonifiche Debbano Risultare Efficienti Ed Efficaci, Al Fine Di Raggiungere Il Fatidico Punto Di Non Ritorno. Ma Qual è Il Quid Per Arrivare A Questo? Non Possono Sussistere Dubbi:I l Rimboccarsi Tutti Le Maniche, Per Un lavoro Di Lunga Lena Nella Direzione Di Una Crescita Civile Complessiva Di Tutta La Città. A Napoli, a partire dalla definitiva conquista spagnola e dalla perdita dello status di Regno Autonomo, è Avvenuto Un vero E Proprio Capovolgimento Della Bilancia Sociale, Attraverso La Progressiva Egemonizzazione Della Base Produttiva Borghese, Professionale Ed Artigianale Da Parte Del Popolo Minuto, Del Sottoproletariato Urbano Lazzaro. Naturalmente Non Si è Trattato Di Un Assorbimento Di Funzioni, Del Quale Il Sottoproletariato Non Sarebbe Stato Capace, Bensì Di Mentalità. È Stato Un Vero E Proprio Plagio Culturale, Il Quale Ha Prodotto Una Infinità Di Danni Economici E Sociali, Per L'Effetto-Freno Che Ha Provocato E Continua A Provocare. Tale Egemonia Culturale All'Inverso, Puntualmente Analizzata Dalla Intellettualità Napoletana, Con Gli Intervalli Positivi Del Regno Di Carlo Di Borbone, In Parte Del Figlio Ferdinando, Della Repubblica Partenopea, Del Decennio Francese, Per Certi Versi Dell'Altro Ferdinando, Si è Aggravata Con La Conquista Sabauda , La Quale Ha Prodotto La Riperdita Dell'Autonomia. Tale Ribaltamento Dei Normali Influssi Sociali, Che Dovrebbero Procedere Dall'Alto Verso Il Basso E Non Viceversa, Per La Verità , Dura Tutt'Ora. Ma Non è Detto O Tantomeno Scritto Che Debba Durare In Eterno.
Indubbiamente, Un Segnale Sicuramente Positivo Della Debolezza Di Una Tale Abnorme Situazione Può Essere Costituito Dalla Sostanziale Integrità Morale Delle Classi Medio-Superiori Napoletane. Può Sembrare Un Paradosso, Ma La Stragrande Maggioranza Dei Napoletani, Sotto il Profilo Civile, è Sana, Però Purtroppo Silenziosa; Assume, Cioè, Quell'Atteggiamento Maledettamente Passivo, Che, A Volte, Può Sfociare In Un Vero E Proprio Masochismo, Il Quale Tende A Lasciare Tutto Come Si Trova Ed A Dare Luogo Ad Un Conservatorismo Mutilante. Per il resto, i posizionamenti moderatamente lazzaroneschi, come l'intercalare: 'scusate' e la propensione al pettegolezzo spicciolo o all'inciucio, Tendono A Non Far Testo; Come, D'Altra Parte, La Dispettosità , Che Si Risolve Solamente In Un Dispendio Di Energie Inutile.
Tutto questo dovrebbe significare una cosa molto semplice, ma, anche, molto complicata per il Signore Medio Napoletano, Il Quale, Ormai, Non Ha Nessun Altra Voglia Che Quella Di Rinchiudersi Nel Suo Piccolo Mondo Pieno Di Paraocchi. Gli Dovrebbe, Cioè, Fornire Il Coraggio E L'Energia Necessari, Per Invertire La Tendenza E Raggiungere, Così,Il Punto Critico Di Non Ritorno; Il Quale, Poi,Consiste In Nient'Altro Che Nella Bonifica, Come L'Ha Suggestivamente Definita Mimì Alla Ferrovia, Uno Dei Più Accorsati Ristoratori Partenopei. In Altre Parole, Il Recupero Fondamentalmente Culturale, Ma Più Specificamente Economico-Sociale Del Sottoproletariato Urbano Napoletano. Ma Non è Solo Questo Il Da Farsi. A Questa Temperie Si Deve Di Necessità Aggiungere L'Immigrazione Massiva, Legale O Illegale, Di Decine Di Etnie In Città E, Quindi, Si Devono Aggiungere Tutte Le Conseguenze Di Pressione Demografica E Di Degrado Civile, Che Essa Comporta, Se Non Viene Governata In Maniera Adeguata. La Bonifica , In Tal Modo, Si Biforca E Diventa Più Complessa Ed Onerosa, Ma Ancor Più Necessaria. Ha, Però, Bisogno Di Tempi Medio-Lunghi, Per Tanti Motivi. Innanzitutto, Perché Deve Procedere Attraverso Continui E Successivi Posizionamenti, Estremamente Concreti E Martellanti E Questo Non è Per Niente Agevole E Richiede Una Pazienza Certosina Da Parte Dei Martellatori Per Quanto Riguarda La Capacità Di Essere Emulati, Nella Direzione Della Normalità, Da Parte Di Una Cittadinanza Media Passiva, O Peggio Complice Del Degrado A Tutti I Livelli.
A questo vanno aggiunte Progettualità Alternative, In Grado Di Rendere La Vita Sociale , Ma Anche Quella Familiare Ed Individuale, Insomma I Rapporti Civili In Genere, Più Vicini Alla Normalità. In questo senso, la Risistemazione Di Via Pasquale Stanislao Mancini E Delle Traverse Adiacenti Può Rivelarsi Un Ottimo Grimaldello, Al Fine Di Una Bonifica Definitiva Ed Esaustiva Della Zona; Ha, Però, Bisogno Di Continui Supporti Da Parte Delle Risorse Umane Residenti, Sia Civili, Che Produttive. Tutto Questo Comporta, Di Per Sé, Uno Sforzo Etico Ed Una Tensione Psicologica Di Grossa E Lunga Portata, Che Potrebbe Subire Pericolose Oscillazioni, Al Fine Del Raggiungimento Dei Risultati Prefissati. Quindi, Se Le Risorse Interne, Di Cui Si Parlava, Non Sono Sufficienti, è Giocoforza Ricorrere Anche A Possibilità E Capacità Esterne. Si Vuole Intendere, Come Scriveva Papà Manzoni, Che Il Coraggio, Se I Vari Don Abbondio Della Zona Non Lo Possiedono, Non Possono Certo Darselo. Allora, Che Cosa Impedisce Un Aiuto Esteriore, Quanto Determinato, Capace Di Far Seguire I Fatti Alle Parole, Attraverso Concrete Realizzazioni Di Crescita Civile, Che Possano Infondere Quella Speranza Che Tanto Manca?
Infine Il Diritto Ha Avuto Ragione Del Fatto, Ma Con Una Ben Magra Consolazione. Infatti, In Via Mancini, è Stato Ubicato Un Garage Comunale. Se A Questo Si Aggiunge Che I Bancarellari Abusivi Continuano Imperterriti A Sciamarvi Intorno, Insieme A Borseggiatori, Bidonisti, Treccartisti, Prostitute Maghrebine E Quant'Altro, Non Si Può Certamente Registrare Un Miglioramento Dello Status Sociale Di Zona. Insomma Un Avvio Di Quella Bonifica Di Cui Si parlava. Certo il Suk Permanente Di Una Volta, Cioè:'O Mercato Dà Maddalena, è Stato Spazzato Via, Almeno Sotto Il Profilo Folkloristico. Si è, Cioè, Proceduto Al Semplice Recupero Urbanistico, Con Una Destinazione D'Uso, In Verità Molto Discutibile, Senza, Per Esempio, Fare Leva Sull'Albergo A Quattro Stelle, Da Poco Inaugurato, Che Vi Incombe; Sulla Stupenda Basilica Di San Pietro Ad Aram, Che Lo Lambisce, Su Un Gigantesco Multistore Culturale, Che Sotto La Stazione Di Napoli Centrale, Potrebbe Diventare Un Formidabile Catalizzatore Di Un Profondo Miglioramento Di Mentalità.
Comunque, date queste Reali Possibilità, Non è Il Caso Di Demordere. Il Maledetto Gambero Vichiano; Lo Stramaledetto Vizio Napoletano Di Fare Un Passo Avanti E Tre Indietro Ha, In Ogni Caso, Ricevuto Una Salutare Mazzata Sulle Zampacce!
Il Volto Teutasiatico, Poi, Della Inge Feltrinelli Era Evidentemente Compiaciuto, Tanto Che Il Bicchiere Di Spumante, Che Lentamente Sorseggiava, Era Quasi Vuoto. Quello Che, Però, Più Ti Colpiva Era La Lettura Del Libro Degli Ospiti. Il Florilegio Che Vi Si Poteva Attingere Era Di Questa Natura: Finalmente! Piazza Garibaldi Vi Stava Aspettando! - Ci Ridate La Speranza ! – In Questo Squallore, Un po' Di Luce! - Con Voi, Napoli Non E' Finita. Grazie! La Gente Passava E Vi Scriveva Di Tutto, Perché, Evidentemente, Vedeva In Quell'Avvenimento La Realizzazione Di Una Prima E Tanto Sospirata Aspettativa. Erano Diventati Tutti Grafomani. Ma Non Era Un Popolo Di Intellettuali. Era Gente Comune, Ma, Come Si Suol Dire, Di Buoni Sentimenti, La Quale Avvertiva Istintivamente Nella Nascita Di Quell'Emporio Librario Un Segnale Positivo, Dopo Decenni Di Segnali Negativi. Dopo Tanta Degradante Incuria Materiale E Mentale. Non Rispondere A Tali Trepidanti Attese, Non Solo Sarebbe Stato Inelegante, Ma Si Sarebbe Rivelato Un Vero E Proprio Tradimento Alla Città. La Inge , Sollecitata Da Qualcuno Sui Progetti Culturali Di Quella Incredibile Struttura, Aveva Risposto Sul Vago:Si Faranno. Ma Una Tale Sbiadita Incertezza Non Può Certo Andare Nella Direzione Anche Di Una Parziale Soddisfazione Di Tanta Sete Di Rinascita. Tanto Più Con Le Potenzialità Che Potrebbe Offrire Un Polo Del Genere Inserito In Un Work In Progress Come Piazza Garibaldi, Completamente Ripensata Progettualmente. Che esista nell'apertura della Feltrinelli L'Intenzione Di Fare Business è Legittimo Ed Auspicabile, Ma Che A Questo Non Si Accompagni, Come Dovrebbe Essere Naturale, Una Sottesa Tensione Cultural’etica, Capace Di Fare Da Catalizzatore, Al Fine Di Rivoltare Come Un Calzino La Zona Della Ferrovia, Sarebbe Un Delitto Di Lesa Napoletanità. Lo Indicano I Tantissimi Segnali, I Quali Non Cercano Altro Che Normalità Per Un Territorio Colpevolmente Abbandonato, Come Quello Orientale Della Città. Per La Verità , L'Immenso Rettangolo Della Ferrovia, Riempito Dai Cantieri, Dietro I Quali Si Nascondono Treccartisti e Vucumprà, Contiene Ancora Qualche Angolo Di Dignità. Per Esempio, Uno Sciuscià Stagionato, Che Sogna Di Trasmettere Il Mestiere A Qualche Guaglione Di Buona Volontà; O Il Monumento Umbertino A Garibaldi, Che, Anche Se Ridotto Ad Orinatoio, Conserva Intatto Tutto Il Suo Pathos. Queste, nell'oceano della strafottenza, dovrebbero Rivelarsi Le Sottili Linee Invisibili, Ma Tenaci, Che Toccano Le Sensibilità Dei Cittadini Perbene, I Quali Formano Quella Maggioranza, Purtroppo Silenziosamente Piegata, Ma Non Doma E Pronta, Al Primo Segnale Di Risveglio, A Ricominciare La Battaglia Per La Normalità.
SEGNALI DI SPERANZA?
L' apertura della “Feltrinelli, SottoLa Rinnovata Stazione Di Napoli centrale, Si è Rivelata Un Vero E Proprio Boom Di Persone E Di Aspettative. Fuori Faceva Freddo, Ma Dentro I Locali In Vetracciaio Della Libreria, Forse Troppo Ad Immagine Store, Brulicava Un Pubblico Che Riscaldava, Per Quantità, Ma Anche Per Qualità, Perché Non Ti saresti Mai Aspettato Che I Libri Tirassero Ancora Tanto, In Una Zona Degradata Come è Attualmente La Ferrovia.
L' apertura della “Feltrinelli, Sotto
Tra l'altro, proprio alle spalle Dell'Eroe Dei Due Mondi, In Via Mancini, Si è Svolta Una Vera E Propria Guerra Tra L'Amministrazione Comunale Ed I Pannazzari, I Quali Non Intendevano Trasferirsi. Dopo Alterne Vicissitudini, Che Sembravano Vedere Soccombere L'Amministrazione, Infine Ha Prevalso La Legalità Ed I Bancarellari Si Sono Trasferiti In Piazza Leone.
Ecco la sottile, ma Tenace Linea Che Può Legare Due Punti Positivi: La Feltrinelli E Via Mancini Risanata, In Modo Che Facciano Da Leva, Per Bonificare La Zona.
Per La verità, si è sempre cercato di affrontare la Questione Napoletana , Dall'Unità D'Italia In Poi, Attraverso Soluzioni Urbanistiche, In Un'Ottica Di Rifacimento Di Facciata, Che Non Si Curasse Di Avviare A Soluzione Gli Incancreniti Problemi Della Città, Ma Ne Coprisse Semplicemente Le Più Evidenti Brutture Sociali. Valga Un Solo Esempio, Ma Altamente Significativo: La Società Pel Risanamento Di Napoli, Che Nata, Dopo La Devastante Epidemia Di Colera Del 1884, La Quale Decimò La Popolazione Cittadina , Per Sventrare I Purulenti Quartieri Bassi, Di Mastrianee e Seraiane Memorie E Risanarli Definitivamente, Si Ridusse, Di Fatto, A Paravento, Avente Per Ali Il Rettifilo, Dei Fondachi E Dei Vicoli Più Luridi Del Lavinaio E Di Forcella. Con La Sua Teoria Di Palazzi Umbertini E Decò, Le Cui Case, Per Somma Beffa, Vennero Per Di Più Assegnate In Gran Parte Ai Commercianti Ed Alle Persone Abbienti, Non Certo Alle Classi Subalterne, Ci Si è Purtroppo, Soltanto Illusi Di Avviare A Soluzione I Dolenti Problemi Di Napoli.
Nel quadrilatero della Ferrovia, Ormai Diventato Un Cantiere A Cielo Aperto, Per I Lavori Del Metrò, Comprensivi Del Rifacimento Della Piazza, Può Diventare Più Che Mai Necessario , Allora, Aprire Anche Un Cantiere Di Recupero Accelerato Culturale E Sociale, Proprio In Virtù Della Importanza Strategica E D'Immagine Che Ricopre Il Terminal Ferroviario.
Se a questo si Aggiunge Che La Vivibilità Della Zona Può Costituire Il Lievito Essenziale, Per La Sua Complessiva Rinascita, Si Potranno Comprendere Meglio Le Inespresse Potenzialità Della Feltrinelli; Di Un Sindacato Significativo, Come La CGIL Di Via Torino; Di Via Mancini Recuperata, Che Possono Diventare I Tre Anelli Di Una Catena, Comprendente I Gioielli Di San Pietro Ad Aram, Dell'Insula Dell'Annunziata, Dell'Ex Ospedale Della Pace.
Certo il Lavaggio Mentale Di Alcune Deteriorità Culturali, Per Raggiungere Risultati Definitivi, Ai Fini Del Recupero Globale, Deve Essere Molto Intenso, In Special Modo Nei Confronti Di Atteggiamenti Diffusi E Distruttivi, Come Il Venir Meno, L'Abissale Distanza Tra Quello Che Si Dice E Quello Che Conseguentemente E Quasi Scientificamente Non Si Fa. Tale Modo Di Porsi, Oltre A Produrre Inefficacia,Inietta Anche Il Veleno Dello Scetticismo, Se Non Della Frustrazione Impotente Nelle Persone, Al Punto Di Renderle Completamente Algide Ed Indifferenti A Qualsiasi Forma Di Progresso. Risultato: L'Immobilismo Socio-economico, Con Conseguenze Gravissime Per Tutti. Forse Tutto Ciò Ha Una Origine Profonda Nella Inconsiderazione Di Cui Godono In Questa Città Il Prossimo, Le Persone, Le Quali Sono Viste Quasi Sempre Come Un Mezzo, Non Come Un Fine; Quindi, Non Possono Ispirare Intrinseca Fiducia, Bensì La Sfiducia Più Ottusa, Perché Qui, Storicamente La Miseria E' Sempre Risultata Endemica E, Di Conseguenza, I Beni Materiali Hanno Sempre Fatto Aggio Su Quelli Morali E, Perciò, Le Persone Hanno Sempre Contato Solo Per Quello Che Hanno, Non Per Quello Che Sono.
Se mediamente il modo di pensare e di agire a Napoli Tocca Tali Corde, Anche Se è Inevitabilmente Mimetizzato, Attraverso Cortesie E Scortesie Varie (L'Uso Del Don O Dello Sberleffo Fuori Misura) D'Altro Canto, A Volte Consciamente, Più Spesso Nascostamente, L'Animus Napoletano Desidera Un Minimo D'Ordine E Di Normalità. Questo Traspare Dai Continui Discorsi Sulla Civiltà Delle Città Nordiche Da Parte Dei Tantissimi Napoletani Ormai Trapiantati Altrove. Ma Traspare, Anche, Dal Compiuto Buonsenso Dei Napoletani Stanziali, I Quali In Grandissima Parte Si Comportano, In Maniera Urbana E Civile. Ora, Quale Potrebbe Essere Il Lievito, Per Ridurre La Voglia Predatoria Ed Istrionesca Di Quella Minoranza Supponente Di Napoletani, Che Tiranneggia La Maggioranza , Purtroppo Silenziosa, Ma Potenzialmente Vincente? Se Si Rafforzasse, Per Esempio, Il Triangolo Virtuoso: Feltrinelli-CGIL-Mancini, Con Alcune Iniziative, Tra L'Altro A Costo Zero, Tipo: I Lunedì Della Riflessione Nel Megastore Culturale, O I Martedì Della Legalità Nella Struttura Sindacale Di Via Torino. Se Si Sanasse Quella Bruttura Di Cinema A Luci Rosse Di Via Alfonso D'Aragona, Per Farlo Ridiventare Il Glorioso Teatro Orfeo, e Quell'Autentico Maestro Della Gastronomia Partenopea, Che Risponde Al Nome Di Mimì Alla Ferrovia, Si Facesse Carico, Per Ipotesi, Di Corsi Di Alta Cucina E Chi Più Ne Ha Più Ne Metta, Sicuramente Si Starebbe Un Tantinello Meglio Sotto Il Profilo Della Crescita Civile E Della, Conseguente, Vivibilità.” Chi potrebbe azzardare subdolamente il contrario?

Nessun commento:
Posta un commento